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il garante dei detenuti

Il carcere torna sovraffollato Promossi i servizi di recupero

Il carcere torna sovraffollato Promossi i servizi di recupero

Dopo qualche anno di tregua, il problema del sovraffollamento nel carcere dell’Arginone è tornato a riproporsi, ma al tempo stesso l’amministrazione della Casa Circondariale ferrarese ha fatto passi...

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Dopo qualche anno di tregua, il problema del sovraffollamento nel carcere dell’Arginone è tornato a riproporsi, ma al tempo stesso l’amministrazione della Casa Circondariale ferrarese ha fatto passi in avanti «nella cultura dell’attenzione ai detenuti, aumentando le attività culturali e lavorative, facendo del nostro carcere un ambiente che si rapporta con la città». Queste le considerazioni esposte ieri in apertura del Consiglio comunale dal Garante dei detenuti Marcello Marighelli, nel corso della sua relazione sull’attività svolta nel periodo ottobre 2015-ottobre 2016. Al 30 settembre all’Arginone c’erano 357 detenuti a fronte di 252 posti, con un rapporto detenuti-poliziotti di 1,99, superiore alla media regionale.

Abbastanza positiva la valutazione sugli ambienti ricavata dalla visita compiuta a luglio, quando all’Arginone si contavano 343 detenuti, di cui 132 stranieri, 28 in attesa di primo giudizio, 47 tra appellanti e ricorrenti e 62 con problemi di tossicodipendenza. I carcerati vivono in due in celle di 9 metri quadri «con servizi igienici minuscoli; gli scarichi sono efficienti ma non tutti gli aspiratori funzionano». Anche i materassi sono «in cattive condizioni». In compenso sono stati svolti importanti lavori alle coperture piane, i cortili per i passeggi sono dotati di tettoie, sono completamente agibili e in buono stato gli spazi per le attività lavorative, scolastiche, teatrali, la palestra, gli ambienti per il culto, l’area sanitaria e le sale colloqui, queste ultime migliorate con la rimozione delle barriere di cemento. Nel complesso «l’impressione generale è buona per quanto riguarda l’ordine e la pulizia, mentre serve manutenzione per i locali per le docce e il magazzino». Dal punto di vista sanitario, un dato da registrare sono le 660 visite medico-psichiatriche, le 742 connesse alla tossicodipendenza e ai 116 accessi al pronto soccorso, un terzo dei quali per tentativi di suicidio o altri atti di autolesionismo.

Il consigliere Francesco Rendine (Gol), si è spazientito per tanta attenzione nei confronti dei detenuti, giudicando «vergognosa» la presenza di un Garante quando “là fuori” «mancano ordine pubblico e sicurezza».

Ma se c’è «fame di galera» e insofferenza per le misure alternative al carcere, si legge nella relazione di Marighelli, «bisogna distinguere queste paure, che non vanno comunque sottovalutate, dall’insicurezza sociale che deriva invece dalle difficoltà economiche e dall’insufficienza delle risposte alle crescenti istanze di welfare, che non troveranno certo risposta nell’inasprimento penale o, peggio, in condizioni di detenzione più dure». In direzione di un recupero sociale dei carcerati vanno al contrario le numerose attività organizzate all’Arginone. Tra questi: corsi di formazione professionale con la Città del Ragazzo, recupero di rifiuti e apparecchiature elettriche, la redazione del giornale Astrolabio, il laboratorio teatrale condotto dal regista Horacio Czertok, l’orto e la serra, e la scuola professionale in carcere con accesso anche a studi universitari. A questo proposito, Marighelli ha sottolineato che, pur con i contributi di Coop Estense e Viale K, «quest’anno si segnala la difficoltà a reperire il necessario: c’è bisogno di libri, quaderni, cancelleria e indumenti da lavoro».

Rischia invece di diventare un ostacolo grave al reinserimento sociale, l’impossibilità per i detenuti di avere documenti validi al momento della scarcerazione. Fatto che, unito alla frequente condizione di senza fissa dimora, può assumere proporzioni «insormontabili». Da qui la richiesta di investire sul progetto “spazio informativo di prossimità, che ancora non ha trovato piena attuazione: si tratta di una “preparazione alla libertà” per detenuti prossimi all’uscita, per fornire loro tutte le informazioni per riprendere i contatti con i servizi esterni.

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