La Nuova Ferrara

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ieri il via al processo per diffamazIone

In aula ancora il caso Aldrovandi

A Ravenna la madre contro chi disse «hai allevato cucciolo di maiale»

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Ancora strascichi giudiziari del caso Aldrovandi, questa volta in tribunale a Ravenna dove è iniziato ieri il processo per diffamazione contro Sergio Bandoli per frasi offensive postate su facebook contro Patrizia Moretti, Federico Aldrovandi e la famiglia: Bandoli, romagnolo di Cotignola (per questo motivo il processo si celebra a Ravenna dove si è radicato vista la sua residenza) aveva scritto nella pagina Facebook «Prima Difesa Due» che «la madre (la Moretti, ndr) se avesse saputo fare la madre non avrebbe allevato un cucciolo di maiale». Bandoli in passato, durante le indagini della procura di Ferrara e anche al processo, ha sostenuto e sostiene di non aver mai scritto quelle parole ma di essere stato vittima di un'incursione esterna da parte di un hacker (per questo motivo le indagini finirono pure a Palo Alto, in California, dove ha sede il server di Facebook). Il processo aperto ieri davanti al giudice Federica Lipovscek e al pm onorario Ornella Manoli, è stato rinviato alla fine di febbraio. In aula era presente anche Patrizia Moretti, pur non costituita parte civile. In altri casi, la mamma di Federico ha deciso di ritirato le querele per diffamazione, non in questo in cui è rimasta ferma sulla propria posizione. Sarà proprio lei ad essere sentita insieme ad altri testi (tra cui l'ispettore della polizia postale che eseguì accertamenti sul computer dell'imputato, escludendo che il messaggio sia partito da quel pc) quando si tornerà in aula.

Il processo va avanti, sempre che la Moretti non decida di rimettere la querela, possibilità legata però a due condizioni: «una lettera pubblica di scuse e una donazione a un ente benefico nel nome di Federico».

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