La Nuova Ferrara

Ferrara

Incentivi in arrivo per interventi di recupero edifici

Comacchio, approvato dalla giunta il nuovo regolamento per la gestione del registro dei diritti edificatori

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COMACCHIO. Una volta diventata esecutiva la delibera del consiglio comunale, è entrato in vigore ieri anche un nuovo regolamento del Comune lagunare, quello di gestione del registro dei diritti edificatori.

L’argomento è complesso, ma punta alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, stimolando processi di rigenerazione urbana, anche mediante il trasferimento di diritti edificatori, previo accordo pubblico/privato.

La delibera approvata il 28 ottobre, ma esecutiva da ieri, prevede una serie di incentivi volumetrici o di superficie, che dovranno essere valutati di volta in volta dal consiglio comunale, per permessi di costruire in deroga, ma solo per interventi ritenuti di interesse pubblico (riqualificazione urbana e riqualificazione del patrimonio esistente).

Gli incentivi saranno del 20 per cento per interventi di ristrutturazione per demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria del fabbricato esistente, del 35 per cento per interventi di qualificazione del patrimonio edilizio esistente, per recupero funzionale o accorpamento, con il presupposto della demolizione per adeguamento alle prescrizioni di legge in materia anti-sismica o di contenimento energetico o di isolamento acustico o per il superamento delle barriere architettoniche.

Gli incentivi si spingeranno poi sino al 40 per cento per interventi che prevedano un trasferimento volumetrico, consentendo all'edificio il raggiungimento della classe energetica A.

Come ha spiegato il dirigente del settore urbanistica ed edilizia privata, Claudio Fedozzi, «gli interventi sull’esistente devono assumere il requisito dell’interesse pubblico. In questo modo possono essere incentivati interventi in sintonia con le nuove norme e consentire agevolazioni sugli oneri di urbanizzazione, sul contributo di costruzione e anche incentivi volumetrici, se si demoliscono edifici per ricostruirli in modo virtuoso».

Gli indirizzi dettati dalla delibera sono quelli di privilegiare la ricostruzione senza aumentare la superficie coperta rispetto all’edificio pre-esistente, per un problema legato allo smaltimento delle acque meteoriche, in modo da non gravare sulla rete fognaria, in caso di piogge eccezionali e scongiurare quindi il rischio di allagamenti-

Per procedere con gli interventi di riqualificazione urbana, d’ora in poi gli interessati potranno fare leva su un apposito registro, disciplinato dal nuovo regolamento appena entrato in vigore, quello dei diritti edificatori.

«Se uno possiede un’area edificabile, che per diversi motivi non può o non vuole edificare – ha precisato Fedozzi -, può proporre di cederla al Comune, tenendosi questi diritti per utilizzarli o per fare interventi di riqualificazione con una concessione edilizia in deroga, oppure iscriverli in questo registro e potranno servire in futuro sempre per interventi di riqualificazione, oppure per essere utilizzati in aree che il futuro Piano regolatore prevederà che siano edificabili. I diritti edificatori si mettono così in una sorta di salvadanaio».

Un modello di rigenerazione urbana che prevede nuove formule di collaborazione tra pubblico e privato, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio cittadino rispettandone gli equilibri e offrendo importanti incentivi per gli interventi

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