«Noi, colpiti dalla burocrazia»
L’appello di una famiglia di XII Morelli che non riesce a ricostruire la casa danneggiata dal sisma
XII MORELLI. «Per una pratica lasciata incompleta nel 2005, richiamo di perdere il contributo per la ricostruzione della nostra casa, danneggiata dal terremoto». Sono amareggiati Paolo Govoni e Barbara Marescalchi. Lui operaio dell'Opera Group, ceramica di Camposanto, e lei casalinga da un anno. A causa delle lungaggini e delle pastoie della burocrazia, e dopo 4 anni e mezzo vissuti in una casetta in legno, sono ancora sono in attesa di sistemare la loro abitazione in via Zagalotto 14 a XII Morelli.
«Sulla casa abbiamo svolto lavori di ristrutturazione nel 2005, ma in quell'occasione, a causa di varie peripezie, abbiamo scoperto solo successivamente che la Dia non era mai stata chiusa». Poi il terremoto che ha causato danni all'immobile: «Dalle prime verifiche, la casa è stata classificata come parzialmente inagibile, tipo B. Poi con l'intervento di puntellamento, è tornata A. Chiedo un'ulteriore verifica, e i tecnici della Regione l'hanno di nuovo classificata come Parzialmente inagibile B. Da qui, abbiamo affidato l'incarico ad un ingegnere strutturista per presentare la pratica Mude e avere il contributo per la recupero della casa. Abbiamo fatto richiesta al Comune e ottenuto il Contributo di autonoma sistemazione. Poi, a causa del ritardo con cui i tecnici incaricati hanno presentato la nostra pratica Mude, il Cas ci è stato sospeso a fine luglio 2014 e ci è stato richiesto dal Comune che restituissimo il contributo percepito da agosto 2014 a gennaio 2015. Ben 2mila 500 euro». Govoni e la moglie infatti, per dare sistemazione anche alla sorella disabile Donatella, hanno acquistato una casetta in legno, realizzata accanto alla casa. Dentro la casetta, ci sono un letto matrimoniale e un mezzo letto per Donatella, una credenza e un lungo tavolo. «Abbiamo speso circa 6mila euro per questi 20 mq. Qui, – mostrano Paolo e Barbara – dormiamo, mangiamo e viviamo insieme a Donatella». Donatella è la sorella di Paolo nonché proprietaria per metà della casa che attende di essere ristrutturata. «Fino a dicembre 2015- raccontano - Donatella è stata ospite di Coccinella Gialla che ci è venuta incontro, poi non avevano più disponibilità. Oggi va due giorni a settimana al don Zanandrea. Almeno qui, in attesa di tornare nella nostra casa, è al sicuro». Tuttavia, mancando la chiusura della pratica del 2005, la pratica Mude, presentata nel luglio 2014, a oggi risulta ferma: «Come dal cartello esposto davanti alla casa, i lavori sarebbero dovuti iniziare a gennaio 2015, e sono partiti. Ma dopo 10 giorni, l'impresa non sapendo se la pratica veniva conclusa o meno, e con il rischio di non ricevere mai il Sal, se n'é andata. Risultato, la casa è ancora inagibile, piove dentro dal tetto, e manca la legatura esterna con fibra di carbonio». Poi alle complicazioni legate alla burocrazia, si aggiunge il bailamme dei condoni e il pagamento delle sanatorie, ad esempio per una scala interna che porta in mansarda, e per i quali Paolo Govoni e Barbara hanno incontrato il nuovo responsabile dell'ufficio tecnico del Comune Fabrizio Magnani. «Tutte problematiche – sottolineano Paolo e Barbara – di cui, nessuno dei tecnici che in questi anni si sono occupati della pratica, si è accorto. Perché non sono stati verificati gli atti? Eppure sono emerse quando la pratica nel 2015 è stata sorteggiata dalla Regione per la verifica. Ad agosto – riferiscono - abbiamo incontrato il sindaco Toselli che si è dimostrato disponibile. Abbiamo in questi giorni già appuntamento in Comune, per andare in archivio a vedere a che punto sono gli atti antecedenti al sisma della casa. Oggi ci serve davvero una mano per poter tornare in tempi brevi nella nostra casa».
Beatrice Barberini
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