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Picchia la madre che rifiuta di dargli i soldi

Picchia la madre che rifiuta di dargli i soldi

Portomaggiore, il figlio era sottoposto all’affidamento in prova. Arrestato è ritornato in carcere

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PORTOMAGGIORE. Chiedeva ripetutamente i soldi alla madre e al rifiuto di quest’ultima a dargli il denaro l’aveva presa a schiaffi. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile sono intervenuti e l’hanno arrestato. Nei guai è finito un portuense di 35 anni già sottoposto al regime dell'affidamento in prova. L'arresto è stato eseguito in seguito all'ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di sorveglianza di Bologna che, sulla base di un dettagliato ed urgente rapporto informativo inviato proprio dai carabinieri di Portomaggiore, revocava la misura alternativa e disponeva la traduzione dell'uomo in carcere. Questi, in preda ai fumi dell’alcool, aveva schiaffeggiato la madre a seguito del rifiuto che questa gli aveva opposto alla richiesta pressante di dargli continue somme di denaro. Le percosse sono state tali da risultare necessario l'intervento dei carabinieri, che constatavano così la violazione delle prescrizioni imposte dal regime dell'affidamento in prova. L'uomo,una volta espletate le formalità di rito, è stato associato alla Casa circondariale di Ferrara a disposizione dell'autorità giudiziaria. Il soggetto non è nuovo a tali comportamenti violenti, infatti già dal 2014 pretendeva continuamente i soldi della pensione dall'anziana madre e a volte, quando questa osava protestare, arrivava addirittura a colpirla e prenderla a schiaffi. Per tale motivo, la madre si era rivolta ai carabinieri del nucleo operativo Radiomobile di Portomaggiore che avevano messo fine alla storia di violenza richiedendo ed ottenendo una misura cautelare in carcere a carico del figlio. Dopo un periodo di circa un anno trascorso in carcere, le autorità quattro mesi fa avevano concesso all'uomo la libertà, vincolata tuttavia da diversi obblighi tra cui quello di non abusare di sostanze alcooliche e di non avvicinarsi alla madre. Divieti che l’uomo ha ignorato più volte sino a raggiungere il culmine proprio lo scorso 18 novembre quando si rendeva responsabile del grave fatto, un reato commesso nuovamente nei confronti della madre, che portava all'immediato ripristino della carcerazione.

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