S. Anna, pronto soccorso col fiato grosso
Segnalata ieri una giornata di iperafflusso dell’utenza. Di Ruscio: tende a verificarsi all’inizio di ogni settimana
Il week end per la sanità ha sempre rappresentato un periodo critico. Al sabato e alla domenica si formano le code dei pazienti negli ambulatori delle guardie mediche, una situazione di sofferenza che si prolunga durante i “ponti” con prefestivi collegati. Lunedì e martedì invece sono i giorni della settimana in cui si registra un’impennata degli accessi nei servizi di pronto soccorso degli ospedali. “Iperafflussi” li chiamano gli operatori, il cui esito - per i pazienti con patologie più lievi - si concretizza nell’attesa di ore e ore. Qualcosa del genere deve essere avvenuto ieri al pronto soccorso dell’ospedale di Cona, con una notevole concentrazione di accessi segnalati dall’utenza. Dall’azienda ospedaliera risponde il direttore sanitario Eugenio Di Ruscio che ipotizza «una situazione di iperafflusso, che però non dovrebbe discostarsi molto dal dato tipico dell’inizio di ogni settimana. Solo domani (oggi, ndr) avremo i dati e potremo capire se il picco c’è stato e a cosa è dovuto». La stagione, con i primi freddi, porta un’impennata di patologie parainfluenzali e certamente contribuisce ad incrementare il numero degli accessi nei servizi di emergenza. Ma da anni, in particolare da quanto è stato aperto il polo di Cona e sono stati chiusi alcuni ospedali periferici, lo spostamento dei pazienti verso l’istituto di degenza più grande e importante della provincia è cresciuto mettendo strutturalmente in difficoltà il sistema dei ricoveri (in particolare nelle Medicine), tarato su volumi da aggiornare. Il direttore generale del Sant’Anna, Tiziano Carradori, ha annunciato un piano per migliorare la risposta del sistema dell’emergenza. Un progetto che prevede il potenziamento di personale e posti letto nei reparti collegati col pronto soccorso, in particolare Medicina d’Urgenza e Chirurgia d’Urgenza, oltre ad Anestesia e Rianimazione. Dal 19 dicembre - è bene ricordare - è in corso una serie di trasferimenti interni che interessano vari reparti del primo, secondo e terzo piano, in previsione del trasloco al Sant’Anna del Centro di riabilitazione San Giorgio, che avrà luogo nel 2017 dopo il completamento dei lavori nell’area scelta per l’insediamento (il cantiere è stato delimitato nei giorni scorsi). Una delle conseguenze dell’afflusso maggiorato post-week end è il ricorso alle ambulanze ordinarie per il trasporto dei pazienti in emergenza. Si tratta di casi non frequentissimi di cui si parla da qualche tempo tra gli operatori ospedalieri e che confermerebbero l’affanno della sanità locale ad adattarsi agli effetti di alcune delle radicali trasformazioni che hanno inciso in modo profondo negli ultimi 2-3 anni sull’organizzazione dei servizi in provincia, capoluogo compreso. (gi.ca.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
