La Nuova Ferrara

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Sfratto per una comacchiese di 62 anni

L’avvocato: datele un tetto. Carrara (Acer): abusiva nell’alloggio, ma c’è una soluzione d’emergenza

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COMACCHIO. Il 3 dicembre scatterà la procedura di sfratto avviata dall’Acer di Ferrara, a carico di una 62enne di Comacchio che da due anni occupa un alloggio popolare senza il possesso dei requisiti, ma in condizioni di indigenza per una serie di tristi vicissitudini a catena. La donna, a causa di un incidente stradale ha perso il lavoro di aiuto-cuoca, dopo seri danni riportati ad una spalla. Venendo meno il reddito e con esso l’indipendenza economica, per la donna sono cominciati i guai. Il proprietario dell’alloggio nel quale viveva, arriva intimarle lo sfratto per le mensilità dell’affitto non onorate. La donna, ormai disoccupata si rivolge allora al Comune. «A luglio 2014 mi sono state consegnate le chiavi di un alloggio popolare - conferma la comacchiese – e ad ottobre dello stesso anno mi è arrivata la lettera in cui mi si diceva che avevano riscontrato la mancanza di requisiti e che dovevo restituire l’alloggio». Sulla vicenda interviene l’avvocato Maria Luigia Mezzogori, che ammette di aver attivato «il patrocinio gratuito per la signora, che è in uno stato di grave disagio. Non ha da mangiare, non è in età pensionabile e neppure l’invalidità per la spalla rasenta quella per la quale si può ottenere un assegno. Le è stato respinto anche il contributo economico – prosegue il legale – per la pretesa di falsa dichiarazione, ma la responsabilità dell’errore compiuto nell’assegnazione dell’alloggio non è della signora. Ho provato in ogni modo ad aiutare la signora, rivolgendomi ad Acer ed al Comune. Non volevo intraprendere un’azione risarcitoria – conclude Mezzogori -, ma visto che è stato compiuto un errore, le vadano incontro, per trovarle un tetto. È questo di cui ha bisogno». Pronta la replica dell’Acer di Ferrara che nella persona del suo direttore Diego Carrara spiega che «il Tar ha dato ragione al Comune, perché la signora occupava l’alloggio abusivamente, senza averne titolo, in quanto lo sfratto dichiarato dall’interessata non era stato formalizzato dal proprietario, ma solo annunciato. In mancanza di quel documento, la signora non aveva titolo per entrare nella graduatoria di assegnazione degli alloggi Erp e di concerto con il Comune si è trovata una soluzione d’emergenza temporanea, presso la Caritas di Comacchio, in attesa di individuare una sistemazione». L’Acer inoltre ha fatto presente all’avvocato Mezzogori e all’interessata che coloro che occupano alloggi pubblici senza titolo, si precludono automaticamente, per legge, la possibilità di attivare qualsiasi altro percorso di sostegno.

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