«Su Carife dateci notizie prima del 4 dicembre»
È la richiesta di Azzerati e Amici della Cassa a governo e Bankitalia Il sindaco Tagliani: «I tempi stringono, non basta il Fitd, serve un banchiere»
La doccia fredda di un anno fa non è ancora smaltita, le ferite sono tuttora sul campo. Per gli azzerati Carife la traversata è stata lunga e accidentata, ora si va alla ricerca quantomeno di un segnale, aggrappandosi alla data politicamente sensibile del referendum. «Il 4 dicembre non c'entra nulla con noi - sottolinea Marco Cappellari (Amici di Carife) -, siamo apolitici. Ma abbiamo detto a governo e Bankitalia che entro quella data vorremmo delle risposte: risolvano questo pasticcio, ormai tutto lo definiscono così».
La vendita della banca è la mossa irrinunciabile su cui impostare il futuro. Il rischio è che Ferrara balli da sola, dato che Ubi è a un passo dall'acquisire gli altri tre istituti di credito al centro del decreto del 22 novembre 2015: l'ok della Bce è atteso per giovedì. Intanto venerdì scorso Cappellari ha parlato al telefono con Stefano De Polis, direttore dell'unità di crisi di Bankitalia: «Mi ha detto che per Carife stanno lavorando a una soluzione di tipo bancario. Il tutto per non tornare al Fitd, il Fondo interbancario che sarebbe un salto all'indietro, un prolungamento dell'agonia». Mirko Tarroni (Risparmiatori Azzerati) rievoca l'anno trascorso: «Si è dimostrato che avevamo ragione e la nostra pietra miliare resta l'assemblea al Teatro Comunale del 3 aprile: serve un rimborso che vada oltre l'attuale, parziale e discriminatorio. Qui rischia di riguardare solo 2-3mila delle 32mila persone coinvolte». Circa 1.500 i rimborsi concessi fin qui in tutte le quattro banche (non ci sono dati precisi su Ferrara). L'obiettivo è salvaguardare l'intera platea degli obbligazionisti (anche quel migliaio che ha ceduto i bond ai familiari) superando i paletti di reddito oggi troppo rigidi; per gli azionisti si torna all'ipotesi warrant disegnata dall'assemblea dei soci del luglio 2015, ma come detto toccherà parlare coi nuovi proprietari. «L'impegno delle associazioni è stato indispensabile - riconosce Tiziano Tagliani -, per esempio si è ottenuto che i rimborsi fossero all'80% senza conteggiare quanto già incassato per le obbligazioni liquidate in precedenza. Quanto alla "moral suasion" di cui parlò il viceministro Morando in teatro: siamo realistici, ora i territori colpiti dalle crisi bancarie sarebbero molti di più, penso a Siena e Montebelluna. Ma con l'assessore regionale Costi si può parlare di forme d'attrattività che riducano l'impatto negativo della diminuzione di ricchezza», sostiene il sindaco, che torna sulle responsabilità del commissariamento firmato Bankitalia. «I tempi stringono - aggiunge il sindaco -, il Fitd sarà l'interlocutore in una prima fase, ma qui serve un banchiere vero per il rilancio». Intanto le due associazioni non vogliono abbassare la guardi: stasera alle 20.45 assemblea al centro sociale Acquedotto mentre una delegazione di Azzerati sarà oggi a Roma per una manifestazione davanti alla sede di Bankitalia.
Fabio Terminali
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