Acquisizione Fitd più rapida Chiusura possibile a fine anno
«Tempi maturi» per dare una sistemazione definitiva anche a Nuova Carife. È questo il tam tam che si è udito ieri, a un anno dalla risoluzione, sia a Roma che a Milano, sedi decisionali domestiche...
«Tempi maturi» per dare una sistemazione definitiva anche a Nuova Carife. È questo il tam tam che si è udito ieri, a un anno dalla risoluzione, sia a Roma che a Milano, sedi decisionali domestiche (bisogna aggiungerci Bruxelles e Francoforte in ambito Ue) di una partita che sembra avviata a semplificarsi. Il colpo di bacchetta magica, tale da sciogliere gran parte dei nodi, è atteso domani appunto dalla sede della Bce, il cui organo deputato alla sorveglianza su queste operazioni dovrebbe dare il via libera, informale, sullo schema di acquisto da parte di Ubi di Etruria, Marche e Chieti. Un tassello fondamentale è stato posto ieri da Atlante, il fondo costituito per gestire i crediti deteriorati delle banche in difficoltà, che ha confermato di essere pronto ad acquisire i non performing loans dei tre istituti in vendita. Se Ubi darà effettivamente disponibilità ad un aumento di capitale l’operazione dovrebbe trovare strada spianata, ed essere varata definitivamente la prossima settimana dall’istituto bergamasco.
A questo punto resterebbe da sistemare la sola Nuova Carife, con una massa di Npl (si parla di 500 milioni) decisamente più gestibile rispetto alle grandezze delle altre tre banche, tali da non richiedere necessariamente l’intervento di Atlante. Lo schema di messa in sicurezza della banca ferrarese è quello tratteggiato nei giorni scorsi, cioè l’acquisizione da parte dello Schema volontario del Fondo interbancario e il successivo ingresso di un soggetto bancario in grado di prenderne in mano le redini, assieme a Caricesena e forse Carim.
La novità sta nei tempi, che potrebbero essere più celeri del previsto sia per quanto riguarda l’ingresso del Fitd, sia in quello del soggetto bancario, con Cariparma (gruppo Credit Agricole) sempre in pole position. L’ultima ipotesi è che l’ingresso dell’istituto di credito potrebbe essere addirittura contestuale a quello del Fitd, entrambi quindi entro la fine dell’anno.
La situazione delle quattro banche a un anno dalla risoluzione, d’altra parte, mostra i primi segnali di vivacità. Non sono disponibili dati disaggregati, ma nel complesso in questi dodici mesi sono stati erogati fidi per 10 miliardi di cui 1,5 nuovi, e 1 miliardo di nuovi mutui per la casa. Numeri che possono incoraggiare gli acquirenti.
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