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«Berco senza logica e i lavoratori tremano»

«Berco senza logica e i lavoratori tremano»

Copparo, continua il braccio di ferro tra le rappresentanze sindacali e l’azienda «Si ragiona solo per l’utile operativo mentre non presentano alcun piano»

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COPPARO. I sindacati hanno visto confermato il consenso dei lavoratori nella difficile trattativa in corso sullo scottante tema degli esuberi, durante le assemblee svolte nella giornata di ieri allo stabilimento della Berco di Copparo e le maestranze restano molto critiche nei confronti del management aziendale e della carente organizzazione del lavoro. I rappresentanti sindacali stanno dunque cercando di capire le posizioni dei lavoratori in vista del nuovo faccia a faccia tra le controparti, che si terrà il prossimo 29 novembre nella sede dell’Unione Industriali di Ferrara dopo i risultati infruttuosi degli incontri precedenti forti però della sospensione dei 365 licenziamenti richiesti da Berco e Thyssen Krupp di cui 331 a Copparo (gli altri a Castelfranco Veneto). Un difficilissimo nodo da sciogliere nonostante l’azienda sembri disponibile a un numero inferiore di esuberi inizialmente richiesti. Ieri erano presenti le segreterie provinciali accanto alle Rsu, per fare il punto della situazione, confermando una linea unitaria, con Samuele Govoni (Fiom- Cgil), Sandra Rizzo (Fim-Cisl) Paolo Da Lan (Uilm-Uil), presente anche la Fismic. «La situazione è ancora problematica e a 45 giorni dall’inizio della procedura per gli esuberi, cerchiamo di capire cosa vuole l’azienda-ha detto in particolare Paolo Da Lan - prima di prendere delle decisioni da parte nostra. E dopo i nostri scioperi, non si è parlato di questo famoso rapporto della società Boston Conlulting: si sa che l’azienda vorrebbe chiudere il reparto macchine utensili (simbolo stesso di Berco) e puntare a nuove esternalizzazioni. Respingiamo tentativi con varie forme per dividere il fronte dei lavoratori e farci litigare tra di noi. Ma quale mission ha quest’azienda? Non c’è una logica, si ragiona solo per l’utile operativo, o tagliare teste, ha detto in occasione lo stesso Ad Arend, siamo nella stessa situazione di tre anni fa. Per cui noi teniamo presenti, nella trattative per trovare una soluzione, quattro punti principali: un piano industriale credibile, uso contratti di solidarietà, definire l’uso degli ammortizzatori sociali, al massimo periodo possibile, gli incentivi. Con regole da scrivere». Per Lodi, «Tk si muove in una logica multinazionale, sembra poco interessata al settore, mentre è in effetti peggiorato il rapporto tra lavoratori indiretti (ora al 55%) e diretti (45%.)».

Franco Corli

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