«Criminalità disorganizzata il vero problema di Ferrara»
Il questore Sbordone e prefetto Tortora alla Giornata della legalità di Ascom «Spaccio di droga e furti li contrastiamo con fatica enorme e con armi spuntate»
La priorità numero uno in tema di sicurezza a Ferrara? «È la criminalità disorganizzata» come la definisce Antonio Sbordone, intendendo con ciò «lo spaccio al minuto di sostanze stupefacenti e i reati contro il patrimonio: fenomeni che contrastiamo con fatica enorme e armi spesso spuntate».
Il questore parla durante la “Giornata della legalità” in casa Ascom-Confcommercio e sottolinea cosa questi criminali disorganizzati mettano nel mirino, ossia «gli obiettivi più esposti come abitazioni e negozi: lasciatemi dire che sono prede troppo semplici, servirebbero strumenti di difesa passiva più seri», dice rivolto agli imprenditori in sala. Segue un'analisi che allo stesso tempo è ammonimento: «Crisi economica e immigrazione incidono - sostiene Sbordone -, non nascondiamocelo, però non si potrà tornare indietro a quando si poteva dormire con la porta aperta». Il tutto in un contesto in cui il numero complessivo di reati diminuisce, non così la percezione di insicurezza, come spiega il prefetto.
«In quanto a racket e usura - osserva Michele Tortora - non abbiamo evidenza di peggioramento della situazione. Lo stesso abusivismo, a parte i Lidi, sembra arginato». E per ciò che riguarda la criminalità organizzata più tradizionale? «Su questo territorio va evitato sia l'atteggiamento terroristico, per cui "la mafia c'è ovunque", sia quello negazionista, secondo il quale "la mafia non esiste”». Comunque no, di infiltrazioni diffuse qui non c'è traccia, l'indagine Aemilia sulla 'ndrangheta non coinvolge il Ferrarese. «Sui lavori post sisma - continua Tortora - abbiamo emesso interdittive antimafia e il controllo proseguirà». Dalle forze dell'ordine arriva un appello in senso legalitario alla collaborazione dei cittadini e delle aziende, accolto dall'Ascom.
«Le rappresentanze d'impresa - spiega il vicepresidente provinciale Marco Amelio - hanno una responsabilità in più, fanno da argine. La legalità deve essere non un traguardo da raggiungere ma una prassi consolidata». Confcommercio presenta dati Eurisko secondo cui crescono le preoccupazioni derivanti da contraffazione, abusivismo, taccheggio: il 65% delle imprese è danneggiato dagli acquisiti illegali. In tutta Italia si stimano danni per 7 miliardi all'anno e 100mila posti di lavoro a rischio.
Fabio Terminali
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