Lamborghini Calor, sale la protesta dei lavoratori
Dosso, oggi sciopero di otto ore e presidio davanti allo stabilimento contro la decisione della proprietà di anticipare la chiusura dell’azienda
DOSSO. «Il piano industriale di Ferroli deve essere modificato e la Lamborghini deve continuare ad operare a Dosso». Continua la protesta contro la chiusura della Lamborghini Calor : è ripresa la mobilitazione e per oggi è proclamato uno sciopero di 8 ore: e dalle 7,30 alle 12.30 ci sarà un presidio davanti allo stabilimento.
«Ferroli non può restringere i tempi annunciati mettendo le lavoratrici ed i lavoratori di Lamborghini in cassa integrazione a zero ore», incalzano le rappresentanze sindacali dell’azienda insieme a Fim Cisl e Fiom Cgil.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.14457209:Video:https://video.gelocal.it/lanuovaferrara/locale/lamborghini-calor-sale-la-protesta/64050/64428]]
«In questi giorni Ferroli - spiegano le organizzazioni sindacali - ci ha confermato il piano industriale presentatoci il 20 luglio scorso. In una situazione che prevede: la chiusura dello stabilimento entro la seconda metà del 2017; il licenziamento della metà dei dipendenti; il trasferimento a Verona dell'altra metà dei dipendenti (ottenendo, così, la probabilissima legittimazione al licenziamento del 100% dei lavoratori, vista la distanza...)». La proprietà ha anche deciso di ridurre «ulteriormente i tempi procedendo fin da dicembre a sospendere a zero ore parte degli esuberi, e cominciando il processo di trasferimento a partire da gennaio».
Sospendere a zero ore «le persone significa - spiegano le organizzazioni e i rappresentanti sindacali - predeterminare nomi e cognomi di chi l'azienda vorrà poi licenziare.Anticipare i trasferimenti significa aggravare ulteriormente la situazione delle persone coinvolte mettendole nelle condizioni di dovere prendere delle decisioni comunque molto difficili ed impattanti.... dover decidere in pochi giorni se sia meglio (o meno peggio) andare a lavorare a Verona oppure "condannarsi" alla cassa integrazione a zero ore come anticamera al licenziamento è un atto discriminatorio e violento. Sono uomini e donne che, comunque vada, avranno stravolta la propria vita».
Infine Rsu e sindacati stigmatizzano anche «la dichiarata disponibilità dell'Azienda ad aprire una procedura di mobilità volontaria per chi fosse interessato, prevedendo un incentivo di 300 euro è a dir poco offensivo. Noi diciamo no alla cassa integrazione a zero ore e all'anticipo del processo di trasferimento delle attività e dei dipendenti. Vogliamo il tempo per poter ragionare delle possibilità di invertire il percorso di chiusura. La nostra provincia ha già pagato troppo alla crisi e alle scelte sciagurate dei grandi gruppi come Ferroli».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
