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Provincia, si va verso uno scontro a tre

Provincia, si va verso uno scontro a tre

Forza Italia e Lega assieme ma Fdi rischia l’esclusione. I civici provano ad andare da soli. Maggioranza con pochi sindaci

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Le poltrone che non dovrebbero interessare nessuno, vista la loro imminente rottamazione, e pure destinate a farsi scottanti con i chiari di luna in arrivo sui bilanci, sono in realtà al centro di attenzioni e conflitti sotterranei tipici di un “vero” appuntamento con le urne. Si sta parlando delle elezioni per il rinnovo dei dodici membri del Consiglio provinciale, un ente comunque in via di svuotamento e in predicato di essere cancellato dalla riforma costituzionale, e che manterrà in ogni caso alla presidenza per altri due anni Tiziano Tagliani, ma che il 15 dicembre chiamerà al voto sindaci e consiglieri comunali in carica. Il listone unitario di due anni fa è già un ricordo, tanto che si stanno preparando addirittura tre liste, mentre il M5s ha già detto che non è interessato. La novità ormai certa, a poche ore dalla scadenza per la presentazione dei candidati (le 12 di venerdì 25), è la lista Forza Italia-Lega Nord, risultato del tentativo monco da parte del capogruppo regionale leghista, Alan Fabbri, di ricostruire anche in quest’ambito, il classico schema dell’alleanza di centro-destra. Spicca infatti la probabile assenza di Fratelli d’Italia, che avrebbe messo in campo il quotato Paolo Spath, ma che non è gradito al vertice regionale di Forza Italia, forse per qualche “sgarbo” a recenti elezioni comunali (Vigarano e Cento). «Noi ci proveremo fino alla fine, non possiamo rispondere per i nostri alleati» allarga le braccia Fabbri.

Se andrà così, a sfidare la lista di maggioranza saranno almeno tre leghisti (Davide Bergamini di Vigarano, poi Giovanni Cavicchi per Ferrara e un rappresentante dell’Alto Ferrarese) e tre azzurri di Copparo, Cento e Basso Ferrarese, con qualche posto libero per eventuali inserimenti dell’ultimo minuto.

Da dove potrebbero arrivare queste nuovi arrivi? Dal mondo dei sindaci “civici”, che, altra novità di questa elezione, stanno lavorando con la supervisione di Fabrizio Toselli ad una lista tutta loro. I civici hanno per ora respinto sia le avance del centro destra che quelle, esplicite e con argomenti importanti (ad esempio la poltrona di vicepresidente), per tenere convocato il loro tavolo, al quale sono chiamati a sedersi Chiara Cavicchi (Voghiera), Andrea Brancaleoni (Tresigallo), Daniele Garuti (Poggio Renatico) e Elisa Trombin (Jolanda). Hanno finora dato la loro disponibilità a candidarsi Cavicchi e Brancaleoni, ci sarà sicuramente una rappresentanza centese (non Toselli), ma per conoscere l’esito del tentativo bisognerà attendere l’ultimo momento. Non sarà della partita il comacchiese Marco Fabbri, «ne abbiamo parlato con i capigruppo e credo non ci saranno nemmeno altri consiglieri comacchiesi: non ha senso una nostra rappresentanza visto che la Provincia non avrà più competenze nel turismo e nella pesca. In più andiamo al voto tra sei mesi». Uno scontro ora con il Pd non conviene agli ex 5 stelle.

Quanto alla maggioranza, la lista non è stata ancora presentata per lasciare spazio ad un paio di ripensamenti civici, ma si preannuncia “depotenziata”: solo tre o quattro sindaci (Sabina Mucchi di Fiscaglia, Andrea Marchi a Ostellato e Maria Teresa Romanini di Lagosanto, forse l’argentano Antonio Fiorentini), molti consiglieri. Per Ferrara si parla del civico Alberto Bova, di Davide Bertolasi e Deanna Marescotti.

Stefano Ciervo

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