I lavoratori bloccano la strada provinciale
Dosso, ieri la protesta messa in scena dai dipendenti della Lamborghini-Calor Un dipendente: «Non mi bastano 41 anni trascorsi qui per andare in pensione»
DOSSO. Il gruppo Ferroli, proprietario dello stabilimento Lamborghini Calor vuole chiudere la stabilimento entro i primi mesi del prossimo anno. Questo comporta che 44 dipendenti verranno trasferiti a San Bonifacio in provincia di Verona, quartier generale del gruppo, mentre i restanti 38 rischiano il licenziamento. Per questo motivo i dipendenti hanno effettuato ieri una giornata di sciopero ed in mattinata hanno manifestato bloccando a singhiozzo la strada provinciale per Cento. In segno di solitarietà c'erano anche rappresentanze degli stabilimenti della Berco, VM e Tecopress di Dosso. «La proprietà- ha spiegato Samuele Lodi segretario provinciale di Fiom-Cgil - ha deciso di ridurre i tempi e cominciare, dal prossimo mese, ad inviare le lettere di sospensione con cassa integrazione a zero ore per una parte degli esuberi. Nel contempo vuole iniziare subito il trasferimento di parte del personale nello stabilimento del Veronese. Invitiamo i lavoratori a non ritirare le lettere se l'azienda prova a consegnarle».
Anche la Regione si è mossa sensibile al problema dei lavoratori della Lamborghini Calor che, di fatto, rischiano tutti di restare senza lavoro visto che la sede veronese dista circa 150 km da Dosso. «La Regione- ha spiegato Sandra Rizzo segretaria provinciale di Fim-Cisl - ha manifestato di essere disponibile come nostro supporto. Ci contiamo e ci speriamo molto». A intervalli regolari si bloccava, per 5 minuti il transito sulla provinciale per Cento. Si formavano lunghe code ma gli automobilisti hanno pazientato senza protestare. «Abbiamo avuto - conferma Michela Ranieri - anche attestati di solidarietà mentre consegnavamo il foglietto che spiegava che stavamo manifestando per cercare di salvare il posto di lavoro. Il blocco della strada era sempre di pochi minuti e questo ha aiutato a tenere calmi gli animi». In tutti i manifestanti traspare chiaramente il dramma di perdere il lavoro. «Con 41 anni di contributi - spiega Cristiano Cavicchi - sono il più vecchio della Lamborghini e non riesco ad andare in pensione perchè la finestra si apre solo alla fine del 2017». «Sono in Lamborghini - aggiunge Germano Zanasi - da soli 6 anni perchè prima lavoravo all'Emoter di Spilambergo, stesso gruppo, e sono stato trasferito qui per gli stessi motivi per cui noi manifestiamo. Con grande tristezza sto assistendo ad un film già visto. Per me la pensione è ormai alle porte ma sono presente per solidarietà con i miei colleghi».
Giuliano Barbieri
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
