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La Regione paga le spese agli azzerati delle banche ‘risolte’

La Regione paga le spese agli azzerati delle banche ‘risolte’

Sì al contributo Fitd ma solo attraverso le assoconsumatori Pd-Lega votano e si ‘beccano’. L’AltraEr: Regione ai processi

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Le spese sostenute dai risparmiatori azzerati per ottenere il rimborso, almeno all’80%, di quanto perduto, saranno sostenute dalla Regione. È questo il senso della legge regionale approvata ieri mattina dall’assemblea emiliano-romagnola, che sblocca a questo scopo i 200mila euro accantonati da tempo, con l’impegno da parte dell’assessore Emma Petitti di mettere da parte altri fondi con il bilancio 2017, in caso di necessità. Potrebbe in effetti essercene bisogno, di altri soldi, perché i soli risparmiatori Carife interessati sono oltre 4.000 (anche se non tutti residenti in Emilia, condizione necessaria per accedere al fondo): al costo medio di 150-200 euro a pratica, la cifra stanziata ieri promette di essere assorbita quasi interamente da loro, mentre ci sono parecchi emiliani anche tra gli azzerati Etruria, Marche e Chieti.

I soldi saranno materialmente disponibili non appena sarà varato dalla giunta regionale il regolamento attuativo, che dovrà chiarire alcuni aspetti delicati. L’articolo 2 della legge prevede infatti che i rimborsi spese vengano erogati «attraverso le associazioni dei consumatori e degli utenti» riconosciute appunto dalla Regione, formulazione che escluderebbe chi si è rivolto a studi legali o consulenti. Quasi tutte queste associazioni, inoltre, fanno pagare la tessera d’iscrizione, che bisogna vedere se verrà annoverata o meno tra le spese legali. Infine c’è da capire se al fondo potranno accedere anche i risparmiatori che sceglieranno la strada dell’arbitrato, una volta usciti i decreti attuativi: si prospettano in quel caso costi molto superiori a quelli del rimborso automatico, quindi nel caso la dotazione dovrà essere sicuramente aumentata.

Positive, ad ogni modo, le reazioni delle forze politiche ideatrici del provvedimento, cioè Pd e Lega, che non hanno peraltro rinunciato a beccarsi. «È un primo passo, comunque non ancora sufficiente, in direzione dei truffati - ha detto il capogruppo leghista Alan Fabbri - L’intervento del governo, il cosidetto Salvabanche, rappresenta solo una goccia nel mare, non si è voluto agire nei confronti di chi ha causato la crisi del credito». A Ferrara, ha ricordato Paolo Calvano (Pd), «la ferita è ancora aperta, tutti dobbiamo impegnarci a trovare una soluzione. Il governo però è intervenuto con il decreto quando Carife era già in uno stato pre-fallimentare, come ha poi riconosciuto la sentenza del tribunale di Ferrara». Piergiovanni Alleva (Altra Er) ha motivato la sua astensione con il fatto che si è «taciuto sui gravissimi fatti criminali» alla base dei crac bancari, ricordando le inchieste della Procura di Ferrara e affermando che «se la Regione fosse davvero solidale e vicina ai truffati si costituirebbe parte civile nei processi in preparazione, invece non prende una posizione chiara e decisa». Ingiusto, infine, aiutare solo «gli obbligazionisti poveri e gli altri no, sono stati tutti truffati». Il risarcimento automatico, infatti, è riservato agli azzerati con precisi limiti di reddito e patrimonio. (s.c.)

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