Lista dei civici all’ultimo tuffo
Il centrosinistra candida sei sindaci e sei consiglieri, non c’è Lodi. Intesa Lega-Forza Italia su sette nomi
Chiuse con un giorno d'anticipo le liste del centrosinistra e dell'alleanza Lega-Forza Italia, la mattinata di oggi potrebbe servire ad affinare ulteriormente la squadra delle amministrazioni civiche decise a far fronte comune per le elezioni dei dodici consiglieri provinciali di Ferrara. Ieri sera, quel tavolo di confronto era ancora aperto: avevo perso l'iniziale adesione dell'amministrazione di Poggio Renatico, ma puntava ancora a far accomodare in lista almeno un consigliere di Comacchio, riparando al "no grazie" ufficializzato da sindaco e maggioranza e ribadito dai rappresentanti dell'opposizione. Confermati i sì della maggioranza di Cento che sarebbe intenzionata ad esprimere una sola candidatura, quella di un assessore, e di Jolanda che invece punta sul consigliere delegato alle frazioni Paolo Pezzolato. Per Tresigallo e Voghiera, gli impegni diretti dei rispettivi sindaci, Andrea Brancaleoni e Chiara Cavicchi, con quest'ultima che potrebbe portare in aggiunta anche un consigliere comunale.
Nella lista del centrosinistra non c'è l'ex sindaco di Cento Piero Lodi, uscito malconcio dalle urne; una sua candidatura era stata sollecitata dal territorio, ma il vertice provinciale del Pd l'ha stoppata nel segno del rispetto della volontà popolare. I candidati sono dodici: i sindaci Sabina Mucchi (Fiscaglia), Andrea Marchi (Ostellato), Maria Teresa Romanini (Lagosanto), Antonio Fiorentini (Argenta), Nicola Rossi (Copparo), Antonio Giannini (Ro) e i consiglieri Agnese De Michele (Vigarano), Tommaso Corradi (Bondeno), Davide Bertolasi, Cristina Corazzari, Deanna Marescotti e Alberto Bova (Ferrara).
Nel centrodestra l’adesione di Fratelli d’Italia ad un progetto comune è stata sacrificata sull’altare dell’intesa tra Lega e Forza Italia: non è un mistero che il vertice provinciale degli azzurri abbia posto un veto sui meloniani. Ne è uscita una lista con sette candidati: Alessandro Amà, consigliere d’opposizione a Copparo, Gino Soncini, capogruppo d’opposizione a Goro, Diego Contri andato al ballottaggio a Cento con Toselli, Davide Bergamini di Vigarano, Giovanni Cavicchi per Ferrara, Stefano Bigoni di Berra e Francesca Piacentini di Bondeno, unica rappresentante di una maggioranza. «L’esperienza di questi giorni ci dice che le province sono vive e calamitano attenzione; cancellarle sarebbe un errore», chiosa il capogruppo regionale della Lega, Alan Fabbri, con un occhio al voto in Castello e l’altro al referendum del 4 dicembre.
La scadenza per la presentazione delle liste è per oggi a mezzogiorno, mentre si voterà giovedì 15 dicembre, quale che sia il risultato costituzionale. I 349 sindaci e consiglieri comunali del ferrarese saranno chiamati a scegliere solo il consiglio, il presidente Tiziano Tagliani resta in carica. «Prevedo bassa affluenza – si lascia andare Fabbri – C’è caos istituzionale e c’è una circostanza che obiettivamente frenerà molti: non sono previsti permessi lavorativi per i dipendenti. Chi vive lontano da Ferrara potrà avere difficoltà a venire».
Due anni fa, Tagliani fu eletto con il sostegno di una lista unitaria che superava le differenze partitiche nel nome degli interessi territoriali. Il centrosinistra era disponibile a riproporre lo schema, ma non ha trovato adesioni. «Siamo in un momento politico nazionale complesso, alla vigilia di un referendum importante, quindi è normale che ci sia un’esigenza di visibilità, specie da parte di chi ha più a cuore l’identità di partito che quella istituzionale – commentava ieri – Comunque non mi preoccupo: quello che pesa davvero sulle Province è il futuro finanziario e la mancanza di personale».
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