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Medicina d’urgenza, trasloco con timori

Medicina d’urgenza, trasloco con timori

Dal 2 dicembre cambia tutto nel reparto dell'ospedale di Ferrara, medici preoccupati. M5s: subito una commissione

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FERRARA. La riorganizzazione della Medicina d’urgenza preoccupa i rappresentanti dei medici. «Si sono rivolti a noi per una richiesta di valutazione e presa in carico delle criticità dell’operazione» fa presente il gruppo consigliare M5s, che ha richiesto la convocazione d’urgenza della IVª commissione consiliare. Nel documento allegato alla richiesta di convocazione si fa una ricostruzione minuziosa di quanto sta succedendo nel reparto, che è collocato al secondo piano di Cona, proprio sopra il Pronto soccorso, e con 14 posti letto (20 se si considera anche l’Osservazione breve intensiva), ricovera pazienti da stabilizzare o trattare nella fase acuta, effettua approfondimenti diagnostici e applica terapie per patologie risolvibili entro 72 ore. Nel settembre scorso la direzione ospedaliera ha comunicato il futuro accorpamento di Medicina d’urgenza con la Chirurgia d’urgenza, con la motivazione dell’incremento dei posti letto da 20 a 29 per eliminare i ricoveri notturni in Medicine, Specialistiche e case di cura convenzionate, con l’istituzione di un “contenitore” in Medicina d’urgenza di 9 letti per i ricoveri internistici notturni.

Il 10 novembre arriva la comunicazione del trasferimento ad un altro settore «nella parte opposta dell’ospedale, che si trova lontano dal Pronto soccorso e dalla Radiologia Ps», per fare posto appunto al “contenitore” notturno. Qualche giorno dopo si completa la comunicazione: il trasferimento avverrà il 2 dicembre contestualmente alla nuova organizzazione «con trasferimento di ore di attività in automedica a nuovi medici recuperati dall’Asl», senza più attività nella emergenza extraospedaliera.

I timori dei medici, secondo quanto riporta M5s, sono di diversa natura. Ci sono dubbi sull’idoneità del reparto di trasferimento e sugli organici; «non sono state stabilite le modalità di un celere trasferimento al mattino successivo nei reparti medici e specialistici di quei pazienti accolti durante le ore notturne». Il timore, in sostanza, è che «l’assorbimento dei pazienti internistici notturni da parte dei reparti medici durante le ore diurne rallenti l’accettazione sia dei ricoveri internistici in Medicina direttamente dal Pronto soccorso, sia dei ricoveri da Pronto soccorso in Medicina d’urgenza, proprio mentre Medicina d’urgenza ha ancora letti occupati da pazienti non di propria pertinenza». I medici temono inoltre di diventare «semplici smistatori di pazienti», e risulta «fortemente a rischio» la stessa funzione dell’Osservazione breve intensiva.

In più, si completa la denuncia M5s, il modello ferrarese d’integrazione intra-extra ospedaliero dell’emergenza-urgenza, «appare a rischio nel momento in cui si tolgono ore dall’attività di automedica senza che sia stato preventivamente individuato personale medico idoneo ad effettuare tale attività in integrazione del Pronto soccorso», con ripercussioni nella Scuola di specializzazione.

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