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Vaccini obbligatori, i genitori si spingono oltre: «Ora anche alle materne»

di Samuele Govoni
Vaccini obbligatori, i genitori si spingono oltre: «Ora anche alle materne»

Famiglie ferraresi concordi con la Regione: «La decisione adottata è stata coraggiosa». «Se esiste la possibilità di prevenire la malattia perché non farlo?»

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FERRARA. «Mia figlia l’ho sempre vaccinata, credo sia giusto farlo. È vero, c’è chi dice che i medicinali possono fare male e c’è chi preferisce credere nelle cure omeopatiche. Io penso che la scienza abbia fatto passi avanti importanti e credo che i vaccini aiutino a tutelare la salute dei nostri figli». Il pensiero di Stefano Mazza, padre che aspetta in sala d’attesa il turno per il vaccino della figlia, sintetizza anche quello delle altre mamme che domandano: «Se esiste la possibilità di prevenire la malattia perché non farlo?».

Cristina Pellicioni ha una figlia di undici anni e spiega: «Anni fa, quando la mia bambina e le sue coetanee andavano al nido, i genitori erano meno avversi alle vaccinazioni e quindi non ho mai incontrato bambini non vaccinati. Oggi questa tendenza ha preso più piede e non credo sia positivo anche perché a sostegno delle tesi presentate da chi è contrario c’è spesso poca sostanza». Michela Galletti aggiunge che «se tutti i bambini fossero vaccinati le malattie circolerebbero di meno ed è per questo che, secondo me, l’obbligo andrebbe esteso anche alla scuola materna». La decisione presa dalla Regione Emilia Romagna di introdurre i vaccini obbligatori per antipolio, antidifterica, antitetanica e antiepatite B, per accedere ai nidi è vista dai genitori come una scelta coraggiosa oltre che giusta. «Naturalmente anche noi genitori non prendiamo a cuor leggero le vaccinazioni perché - spiegano - il timore degli effetti collaterali c’è sempre. Cerchiamo di informarci e documentarci il più possibile e comunque, pensiamo sia importante affidarsi alla comunità scientifica». «Abbiamo sentito di tutto sui vaccini - aggiunge Maria Chiara Bassi - anche tesi “deliranti” e prive di qualsiasi fondamento. Ci sono genitori che hanno più paura degli effetti collaterali eventuali piuttosto che delle malattie che si potrebbero contrarre senza vaccino».

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Qualche bambina esce dall’ambulatorio con gli occhi lucidi ma dopo poco la tristezza passa. «Un tempo per malattie oggi curabili si moriva. Se non avessimo creduto nella medicina e nella scienza questi passi avanti non ci sarebbero stati».

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