Ferrara, più personale e posti letto per medicina d’urgenza
Carradori, direttore dell’Azienda S.Anna, fa il punto sul trasferimento del reparto Aumenti del 50% di letti e figure professionali. E di notte 3 medici al Pronto soccorso
FERRARA. Risponde punto su punto alle perplessità dei medici e dei sindacati sull’imminente trasferimento della Medicina d’urgenza in programma il prossimo 2 dicembre. Ma il direttore generale dell’azienda ospedaliera Sant’Anna Tiziano Carradori motiva anche le scelte e le decisioni.
«Intanto - precisa Carradori - tendo a sottolineare che di questi trasferimenti ne stiamo parlando da febbraio e non ci siamo svegliati solo ieri mattina. Tutto nasce da un crescente numero di accessi al pronto soccorso che si è registrato negli ultimi dieci anni: si è passati infatti da 73mila a 85mila accessi nel 2015».
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«E’ dunque un pronto soccorso - continua - sottoposto ad una pressione considerevole, anche perché nel bacino ferrarese ci sono stati in questi anni cambiamenti con la chiusura di ospedali in provincia. Una pressione che ha sottoposto a stress i colleghi delle strutture ma non solo: il fenomeno ha influito anche sugli altri reparti dell’ospedale, quando si verificano i ricoveri di pazienti che non trovano posto nel reparto, ma vengono sistemati dove c’è un posto libero. Questa però- ammette lo steso Carradori - è una pratica che dovrebbe essere evitata perché un paziente che è fuori reparto è sottoposto a dei rischi maggiori rispetto ad un paziente che è costantemente seguito da chi lo deve avere in carico».
Carradori vuole sottolineare che da mesi sono state informate tutte le componenti di questo trasferimento e da luglio è stata rielaborata l’organizzazione per superare una serie di difficoltà.
«La prima cosa - spiega - è superare la difficoltà derivata dalla presenza di soli 2 medici alla notte per il pronto soccorso e la medicina d’urgenza. Si deve passare quindi a tre, due per il pronto soccorso e uno per la medicina d’urgenza». «Inoltre - sottolinea - c’è una carenza e si passerà dagli attuali 30 posti letto di medicina e chirurgia d’urgenza a 46 posti letto (incremento di più del 50%) di cui 6 di osservazione breve intensiva e gli altri 40 di medicina e chirurgia d’urgenza. Ovviamente questo aumento di posti letto si porta dietro l’aumento di personale, in particolare abbiamo previsto un incremento di tre medici di pronto soccorso e di medicina d’urgenza e un medico di chirurgia d’urgenza, oltre a incrementare la dotazione con sei infermieri professionali e cinque operatori socio sanitari».
Dunque, in totale ci sarà un aumento di 15 persone, « e a queste si dovrà aggiungere il reclutamento di personale dell’azienda Usl da integrare al pronto soccorso anche per consentire al personale medico di salire sull’automedica senza sguarnire il Pronto soccorso: già dodici persone su quindici le abbiamo, le altre tre le attingeremo dalle graduatorie di medico internista». L’altro punto, che ha provocato critiche, riguarda lo spostamento della medicina d’urgenza in una zona più lontana dal pronto soccorso. Carradori anche in questo fornisce le sue spiegazioni: «Ora - chiude il direttore - per spostarsi dal Ps al reparto ci vogliono 2 minuti. Dalla prossima settimana ce ne vorranno 7, solo 5 in più per raggiungere medicina d’urgenza. Bisogna anche considerare che entro il prossimo anno verrà trasferito qui il San Giorgio e bisognerà dargli una collocazione ottimale e non possiamo fare continui spostamenti. In tutta questa operazione abbiamo fatto nuove assunzioni».
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