Salvini: «Un No senza mezze misure»
«Su profughi e clandestini farò come Trump». Attacchi a Renzi e Franceschini su Carife: pagano solo i risparmiatori
Matteo Salvini è già proiettato oltre il 4 dicembre: «Se vince il No, lo dico ai nostri cosiddetti alleati, nienti inciuci, niente accordi, si va votare. Il No serve per mandare a casa questo governo di abusivi». Del resto la campagna elettorale il leader della Lega Nord sa già come impostarla: Trump docet. «Ragazzi, quanto ho goduto la sera delle elezioni americane, su Sky avevano tutto pronto per la vittoria della Clinton, ma avevano dimenticato che non votano solo banchieri, attori come De Niro e cantanti come Madonna e Springsteen , vota la gente e nel suo programma Trump ha scritto che avrebbe rispedito a casa tre milioni di clandestini...». L’applauso delle oltre trecento persone che affollano la Sala Estense è fragoroso. E Salvini lo rinfocola: «Una cosa così io la faccio subito». E ancora: «Ma quali profughi, sono occupanti, è tutta una cosa progettata per farli venire qui a lavorare a tre euro l’ora».
Del referendum del 4 dicembre si parla quasi di striscio. Giusto per dare addosso all’Europa: «Nella Costituzione c’è scritto che il potere appartiene al popolo, ma hanno aggiunto che viene esercitato nel rispetto delle normative dell’Unione Europea. Se vince il Sì vince Bruxelles, se vince il No vincono le persone».
Annuncia Salvini che nel prossimo programma elettorale di governo del centro destra non tollererà «mezze misure». Sulle tasse è sempre Trump a dettare la linea con la sua proposta di mettere un’unica tasse del 15% sulle imprese. L’aliquota italiana non la fissa, non fissa nemmeno la soglia dell’età per andare in pensione ma strappa un altro facile applauso proclamando «cancellerò l’infame legge Fornero». Sull’euro però la mezza misura la usa: non lo nomina e nemmeno proclama che lo rimpiazzerà con la lira, dice invece che «non si può governare l’economia se non si ha il controllo della moneta», roba che non fa spellare le mani alla platea. Insomma anche a Ferrara si fanno le prove generali per la campagna “Salvini premier”: a tutti viene consegnato il volantino blu con la relativa scritta, mentre altri gadget vengono consegnati a offerta libera nel banchetto allestito all’ingresso: tra i materiali anche un calendario-manifesto con il profilo di Nicola Lodi e la dicitura “Naomo - Il pitbull dell’Emilia»”
In apertura di comizio Salvini ha toccato il tema Carife, terreno ideale per attaccare l’Europa e Renzi: «Hanno applicato le regole del bail-in, il governo si è piegato all’Europa, così a pagare, anziché gli amministratori della banca sono stati chiamati 32 mila cittadini, lavoratori, imprenditori, artigiani...». L’applauso stavolta parte dalla galleria e a lanciarlo è Milena Zaggia, leader locale dei No Salvabanche. «Gente come Renzi e Franceschini dovrebbe vergognarsi di girare per Ferrara, dovrebbero essere loro a pagare». Condanne e carcere invoca invece per chi ha prestato «i soldi agli amici, degli amici, degli amici».
Del referendum istituzionale, in attesa dell’arrivo di Salvini, giunto a destinazione mezzora dopo a causa di un ritardo all’aeroporto di Bologna, avevano parlato in precedenza il segretario provinciale Alan Fabbri e il segretario dell’Emilia Gianluca Vinci, prendendosela soprattutto con «una riforma centralistica e nemica del federalismo».
Salvini ha incitato i suoi a parlare con la gente per farla andare a votare No: «Non fatelo per me, fatelo per loro» dice rivolto ai ragazzi che stanno salendo sul palco per una foto con il Matteo che amano. Sul palco sale anche Naomo, allunga a Salvini una maglietta nera. C’è scritto I love Gorino. Salvini la solleva, si mette in posa e sorride.
Marcello Pradarelli
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