La Nuova Ferrara

Ferrara

presentato il libro Operazione Aemilia

«Una comunità forte sa difendersi dalla mafia»

«Una comunità forte sa difendersi dalla mafia»

ARGENTA. Studenti e insegnanti delle superiori, amministratori comunali di Argenta e Portomaggiore e singoli cittadini, hanno colto al volo l'opportunità di assistere nell'aula magna del polo...

2 MINUTI DI LETTURA





ARGENTA. Studenti e insegnanti delle superiori, amministratori comunali di Argenta e Portomaggiore e singoli cittadini, hanno colto al volo l'opportunità di assistere nell'aula magna del polo scolastico di Argenta, alla presentazione del libro "Operazione Aemilia" da parte dell'autrice Sabrina Pignedoli, vincitrice del Premio Estense 2016. L'iniziativa organizzata Associazione GB Aleotti 1545 e dall'istituto stesso, oltre ad affascinare per lo scrupoloso lavoro investigativo svolto dalla giornalista nello leggere le carte del processo in atto a Reggio Emilia, ha permesso ai presenti di formulare alla giornalista diverse domante che, al tempo stesso sono risultate importanti riflessioni di carattere sociale e scolastico. Lo stesso presidente dell'associazione organizzatrice Pier Luigi Zaina, nell'introdurre l'incontro ha precisato che «se la scuola è forte siamo più forte tutti», mentre il preside Francesco Borciani ha ricordato come da tempo l'argomento rientri nel progetto di "Educazione alla legalità" che tanto ha stimolato i giovani tanto da recarsi in prima persona al processo. Alle tante domande sul come si sia insediata e sviluppata l'ndrangheta a Reggio Emilia tanto da essere paragonata al terrorismo islamico che sfrutta una forma di rete malavitosa rispetto a camorra e mafia, pian piano, il tema, si è spostato su concetti personali, sulle difficoltà, le preoccupazioni di affrontare situazioni che vedono da una parte la malavita organizzata e il singolo cittadino. Il preside Borciani ha riportato l'argomento sui binari della tranquillità dove i suoi ragazzi al processo di Reggio Emilia non si sono preoccupati degli insulti o degli sguardi intimidatori perchè sapevano di essere nella legalità. Alle preoccupazioni di imprenditori locali che non vedono rimedio alle minacce malavitose, una giovane del Sud migrata con la famiglia da queste parti proprio per problemi di minacce, ha risposto che lei non ha paura, che le persone vanno aiutate e che non è vero che tutti sono cattivi. Anche l'autrice ha confermato che è fondamentale denunciare «perchè - ha detto - qui non siamo al Sud dove per farlo ci vuole coraggio. Da noi, una comunità forte si sa difendere». La conclusione si è sviluppata sul concerto di "anticorpi", di come affrontare insomma eventuali episodi; la prima risposta è giunta da Davide Mancini: «Parlare di questo a scuola è già una risposta e continueremo a farl» poi è stato il sindaco Antonio Fiorentini che non ha nascosto che anche nell'Argentano «non siamo immuni: guai pensarlo(il caso dell'appartamento a Codifiume sequestrato alla mafia;ndr). Sono i cittadini attivi che fanno sviluppare gli anticorpi e non si possono tollerare gli atteggiamenti omertosi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google