Encomi per carabinieri coraggiosi
Si sono distinti in servizio per azioni altamente professionali: il comandante provinciale, tenente colonnello Andrea Desideri, li ha premiati durante una cerimonia nella caserma del Gruppo Ferrara
FERRARA. Nella mattinata di oggi, 26 novembre,, il comandante provinciale dei carabinieri di Ferrara, tenente colonnello Andrea Desideri, ha consegnato degli “Encomi Semplici”, attestazioni di merito per comportamenti particolarmente coraggiosi e altamente professionali, che alcuni carabinieri della provincia di Ferrara hanno mantenuto nel corso del loro servizio.
Encomio per l’appuntato scelto Daniele Salvioni e per l’appuntato Alessandro Cataldi, perché il 28 ottobre 2015 sono riusciti a trovare ferito in una scarpata un uomo di 45 anni che non aveva fatto ritorno a casa ed era stata denunciata la sua scomparsa ai militari. I due carabinieri in servizio al radiomobile della compagnia di Portomaggiore sono riusciti a salvare l’uomo che era finito bloccato in canale di irrigazione e non riusciva a muoversi. Hanno allora preso dei rami e dei bastoni e non senza difficoltà sono riusciti a soccorrere l’uomo imprigionato con l’acqua fino al collo.
Encomio anche per il maresciallo capo Piergiorgio Folli ed il maresciallo ordinario Diego Trentalange della stazione carabinieri di Comacchio per l’arresto a fine 2015, dopo un’attenta attività investigativa, di un giovane responsabile di una rapina aggravata ai danni di un’anziana signora uscita dall’ufficio postale di Comacchio. I due militari in base alle discrezioni ricevuto sono riusciti a smascherare il rapinatore che è stato così assicurato alla giustizia ed è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Encomio infine per il maresciallo aiutante Giovanni Santagata, al momento vice comandante della Stazione Carabinieri di Cento, premiato per un episodio risalente al maggio del 2011 allorquando, in forza allo Squadrone Eliportato Carabinieri "Cacciatori" di Calabria, reparto d'élite dell'Arma impegnato in prima linea in battute e rastrellamenti sull'Aspromonte alla ricerca di latitanti e pericolosi criminali, nel corso di un'operazione di servizio avuta notizia della presenza di un catturando, conduceva un'articolata e accurata perquisizione di uno stabile, al termine della quale riusciva ad individuare e trarre in arresto il pericoloso latitante. L'uomo, membro di spicco di una consorteria mafiosa, tentava di eludere la cattura nascondendosi in un tramezzo ricavato all'interno di un armadio a muro.
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