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l'intervista

L'addio di monsignor Negri: preoccupato per il dopo Tagliani

Monsignor Luigi Negri
Monsignor Luigi Negri

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FERRARA. Di qua il palazzo del vescovo, dall’altra parte della piazza, il municipio. Monsignor Negri ha come dirimpettaio Tiziano Tagliani, primo sindaco di formazione cattolica del dopoguerra e di cui, ai tempi della campagna elettorale 2014, pure in città si diceva che fosse il vero oppositore. «No, non sono mai stato l’anti di nessuno», precisa il vescovo nel giorno del 75esimo compleanno e delle dimissioni per raggiunti limiti di età come previsto dal diritto canonico. Lo fa in una lunga intervista pubblicata oggi sulla nuova Ferrara, destinata a far discutere per il giudizio che il monsignore dà del primo cittadino e – soprattutto – di chi potrebbe essere il suo successore.

«Sono convinto che un’alternativa a Tagliani sarà difficile trovarla, se rimangono questi chiari di luna. E siccome qualche volta sono stato gomito a gomito non solo con lui ma anche con qualcuno dei suoi più stretti collaboratori, tra i quali penso stiano ragionando di trovare il successore, io sono un po’ preoccupato. Vado via, ma sono preoccupato», dice tra l’altro Negri alla Nuova Ferrara.

Dopo Tagliani il diluvio? «Il diluvio, no. Ma c’è differenza tra un uomo che ha una sensibilità poliedrica, con anche il riferimento cattolico, e un uomo che avesse come unico riferimento polarizzante della sua esistenza l’ideologia cattocomunista. Anzi, comunista e basta. Speriamo il popolo voti bene».

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