Nell’Alto Ferrarese sempre più donne denunciano violenze
In due anni il numero di segnalazioni è passato da 18 a 58 L’assessore Barbieri: il silenzio è il peggior nemico
CENTO. «La violenza sulle donne sono dunque le botte, gli stupri, lo stalking, la pressione morale e... il silenzio. Il silenzio vigliacco e opportunista, il silenzio di chi sa, vede, ridacchia, finge e tace. Il silenzio di chi può e dovrebbe fare qualcosa, ma tace».
A dar voce a questa forte testimonianza di una donna centese che ha subito violenza, l'assessore alle pari opportunità Mariacristina Barbieri che ha aperto giovedì sera il consiglio comunale, con un momento speciale dedicato alla Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. E mentre la Rocca si è tinta di rosso, in aula un sedia vuota a ricordo delle tante donne vittime di abusi commessi da mariti e compagni.
A spiegare il ruolo fondamentale svolto dal Centro Donna Giustizia di Ferrara nell'accogliere, sostenere e accompagnare le donne che subiscono violenza fisica, psicologica, economica e sessuale, nel percorso di reinserimento nella società, l'operatrice Elisabetta Pavani, mentre con l'operatrice Beatrice Zanetti un focus sull'attività del Centro Antiviolenza di Cento, aperto l'8marzo 2015 grazie ad un progetto che ha coinvolto una molteplicità di realtà del territorio al fine di facilitare l'emersione del fenomeno.
Nei dieci mesi del 2016, sono 58 le donne del Distretto Ovest che si sono rivolte ai Centri Antiviolenza di Ferrara e Cento: 33 sono di Cento, 11 Poggio Renatico, 5 Bondeno, 4 Sant'Agostino, 3 Vigarano Mainarda e 2 Mirabello. Erano 18 nel 2014, 40 nel 2015, e oggi 58, a riprova che il numero delle donne che chiedono aiuto sta aumentando. Accolte in casa rifugio per protezione, 4 donne provenienti da Cento e Poggio Renatico, e sei minori.
Sono 28 le donne che hanno avuto accesso rivolgendosi al punto di Cento, inviate per lo più dalle forze dell'ordine, dai servizi sociali, comunali, dalle scuole, servizi sanitari, familiari e amici. Ben 113 i colloqui personali svolti per costruire un percorso di supporto o uscita.
Delle 28 donne, 12 sono italiane e 16 straniere, 27 hanno subito violenza (1 ha denunciato un caso vicino). Sono 21 le residenti a Cento, 3 a Renazzo, 1 a Corporeno, 1 a Buonacompra, a Sant'Agostino e fuori provincia. Sono tutte mamme con 53 figli. Delle 27 donne, 26 hanno subito violenza psicologica, 19 economica, 17 fisica, 5 sessuale e 1 stalking. Nei 10 mesi del 2016, due le minori accolte in emergenza in albergo. Prevalente la fasce di età che va dai 40 ai 49 anni, poi quella dai 30 ai 39 anni, a riprova che molte donne arrivano a chiedere aiuto dopo aver subito anni di violenza, soprattutto ad opera di persone vicine, come mariti (15), conviventi (5), ex (2), figli (2), conoscenti o colleghi (2) e amante/fidanzato (1). Tredici sono italiani, 14 stranieri, soprattutto di età over 50 o nella fascia 30-39 anni.
A complimentarsi per la scelta fatta dall'amministrazione Lodi per aver istituito il Punto Antiviolenza in città, e per il lavoro svolto sul territorio dal Centro Donna Giustizia, il sindaco Fabrizio Toselli: «Confermiamo l'ottima scelta. Sono importanti serate come queste, ma ancor di più occorre continuare a lavorare ogni giorno per la tutela delle donne contro ogni forma di violenza». (b.b.)
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