Pd e Lega se le suonano Tregua solo contro il Cnel
Un confronto senza esclusione di colpi, con gli scambi più accesi che hanno sconfinato dal terreno referendario per affondare nelle emergenze politiche del momento. È stata una serata intensa, quella...
Un confronto senza esclusione di colpi, con gli scambi più accesi che hanno sconfinato dal terreno referendario per affondare nelle emergenze politiche del momento. È stata una serata intensa, quella di giovedì nella sala Odeon di Serravalle. Sul palco, alla sinistra rispetto alla platea, il segretario regionale del Partito Democratico, Paolo Calvano, dalla parte opposta il capogruppo della Lega in consiglio regionale Alan Fabbri, con al centro il direttore della Nuova, Luca Traini, a far da intervistatore/moderatore; di fronte a loro, un pubblico numeroso, diviso nella scelta delle poltroncine a riflettere le due posizioni. Schieramenti opposti, alternatici su tutto tranne che nel bollare come fallimentare l’esperienza del Cnel, la cui abolizione è l’unico aspetto della riforma costituzionale che a Fabbri non dispiace. Per il resto, da parte sua, una raffica di No, con le bordate più forti indirizzate al Senato non più scelto direttamente dagli elettori, ma strutturato – la Lega sintetizza così – per blindare negli anni a venire una maggioranza di centrosinistra e alla soppressione delle Province. Nessun dubbio sul nuovo assetto istituzionale, invece, da parte di Calvano che immagina una camera delle autonomie in cui i senatori nominati dai consigli regionali rappresentino i territori, più che i partiti. Che sul fronte del No dice: riuscirà mai ad essere compatto anche in fase propositiva?
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