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Abbandono rifiuti, prime multe

Abbandono rifiuti, prime multe

Individuati quattro “inquinatori”. Pugno duro del Comune: telecamera mobile nelle isole ecologiche

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ARGENTA. Contro l’abbandono dei rifiuti più controlli e multe.

La polizia municipale, solo nelle ultime settimane, ha multato quattro furbetti: tre sono cittadini residenti fuori comune, mentre uno abita nel territorio comunale. L’ultimo episodio significativo (gli è stata comminata una sanzione) ha riguardato un abitante di Conselice, colpevole di avere abbandonato una gran quantità di rifiuti nei pressi di un cassonetto di Campotto. Per rafforzare questo sistema, a rotazione e nei pressi delle isole più problematiche, arriva la telecamera mobile in grado di individuare i colpevoli. In più, le guardie ecologiche volontarie di Legambiente, hanno la facoltà di applicare le multe (200 euro) se individuano dei comportamenti scorretti durante la loro attività di controllo del territorio. «La situazione degli abbandoni è molto accentuata in qualche isola ecologica ma meno diffusa, in generale, rispetto alle aspettative che avevamo prima dell’installazione delle calotte - dichiara l’assessore all’ambiente Marco Chiarini -. Nonostante quindi il generale decoro delle nostre isole ecologiche, la raccolta dei rifiuti è stata comunque ampliata nella sua frequenza. Soelia ha infatti acquistato due mezzi in più per potenziare il servizio. Un pensiero per noi importante, perché è chiaro che i servizi, quando sono percepiti positivamente, sono di conseguenza anche più efficienti, mentre al contrario la percezione di abbandono richiama più comportamenti scorretti». Chi abbandona i rifiuti «è un “furfante” - aggiunge il sindaco Antonio Fiorentini - perché scarica sugli altri la propria inettitudine: degrada l’ambiente, peggiora il decoro urbano, aumenta i costi della raccolta, che poi paghiamo tutti noi. Ai nostri concittadini poco “diligenti” si aggiungono anche gli abbandoni provenienti da “fuori comune”, che registriamo in maggioranza a Consandolo e San Nicolò, zone appunto di passaggio. È intollerabile e non ne possiamo più: si vergognino». (g.c.)

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