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il viaggio lungo il po

«Occhi sempre aperti è una piena lunga»

di Samuele Govoni
«Occhi sempre aperti è una piena lunga»

Da Pontelagoscuro a Serravalle, percorrendo l’argine del Grande Fiume. L’acqua sale e invade le aree golenali. «Allerta massima nelle prossime ore»

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FERRARA, «In questi giorni abbiamo lavorato per rimuovere tutta la segnaletica fluviale. Abbiamo cominciato venerdì quando si è saputo che sarebbe arrivata la piena. Si tratta di un lavoro necessario sia per evitare che l’acqua porti via i cartelli affissi, sia per consentire che tutto scorra senza intralci». Sono le 10.30 di lunedì mattina, 28 novembre, e Davide Martini, dragatore, è sull’“avamposto” Aipo attraccato sulla sponda del Po. «È una lunga piena che però dovrebbe passare senza creare disagi. Noi - spiega - siamo qui a monitorare la situazione, dobbiamo controllare che tutto proceda come da programma. Ricordo la piena del 2000, l’acqua aveva raggiunto livelli ben più alti e preoccupanti. Passai la notte a bordo di questa piattaforma, c’era una corrente fortissima».

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Il nostro viaggio lungo il Grande Fiume è cominciato da dove lo avevamo interrotto, da Pontelagoscuro. Sul ponte che separa l’Emilia Romagna dal Veneto sono diverse le persone che si fermano a guardare, scattare foto e commentare i milioni di litri d’acqua che scorrono sotto i loro piedi.

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«Va forte, va forte - dice un uomo senza alzare lo sguardo - Poco fa la corrente stava trascinando anche una mucca, chissà da dove arrivava». Al circolo Canottieri l’acqua ha già guadagnato parecchio terreno. L’albero che domenica era stato appena raggiunto, ieri mattina sembrava già al centro del fiume, irraggiungibile. Proseguiamo verso Ro e anche qui la terra ferma sembra essere drasticamente arretrata.

Il Bicigrill Mulino inaugurato nei mesi scorsi era ancora sano e salvo ma la banchina per l’attracco delle barche era semisommersa. Sul posto incontriamo Christian Tondo, osserva la piena e scatta foto: «Mi interessa vedere la forza della natura. Domani (29 novembre) tornerò per vedere la piena passare. Da quanto ho sentito dire, il culmine dovrebbe essere nel pomeriggio».

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Proseguendo in direzione Berra l’area golenale è sempre più invasa dall’acqua. Dall’alto dell’argine che costeggia il fiume emerge solo la parte alta degli alberi, la terra è sommersa. La polizia municipale di Copparo perlustra il territorio per controllare che non ci sia niente di anomalo.

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«L’acqua cresce - spiegano gli agenti - ma non è ancora il caso di avere paura. L’allerta è massima, siamo tutti concentrati e la situazione è ben monitorata. Questa fontana - continuano indicando una colonnina dell’acqua - è un po’ un punto di riferimento. Nel 2014 era completamente sommersa, ora invece è ancora asciutta; l’acqua non dovrebbe salire come due anni fa». Tra i giunchi poi si scorge una piccola imbarcazione, due uomini a bordo stanno risalendo il fiume.

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«Il Po è bello grosso e la corrente è forte e - ci dicono avvicinandosi alla riva - nelle prossime ore crescerà ancora. Quando siamo usciti questa mattina alle 5 con il buio c’era d’avere un po’ di paura ma poi è passata».

Alberto, uno dei due a bordo, è un vigile del fuoco del distaccamento di Codigoro e aggiunge: «Al momento pare tutto sicuro noi, se dovesse essere necessario siamo pronti a intervenire ma le condizioni attuali non destano particolari preoccupazioni». Giunti a Serravalle il nostro viaggio si chiude. Alle nostre spalle la gente continua a osservare il Grande Fiume. Ancora col fiato sospeso, ancora fino a domani.

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