La Nuova Ferrara

Ferrara

dal voto a sorpresa del 2014 a oggi

Sel, due anni e mezzo di infinite turbolenze interne

Le elezioni comunali del 25 maggio 2014 furono molto spiazzanti per Sel e crearono al suo interno turbolenze che non si sono mai acquietate e hanno semmai trovato via via altre occasioni per...

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Le elezioni comunali del 25 maggio 2014 furono molto spiazzanti per Sel e crearono al suo interno turbolenze che non si sono mai acquietate e hanno semmai trovato via via altre occasioni per alimentarsi. L’alleato Pd era sulla cresta dell’onda e sfiorò il 47%; Sel raggranellò un 3,3% che era al di sotto delle ambizioni, tanto da vedersi scavalcato da un’altra lista alleata di Tagliani, la civica Ferrara Concreta che prese il 4,3%.

Ma anche le preferenze non furono in linea con le attese dei vendoliani: ad affermarsi fu infatti Leonardo Fiorentini, un “verde” che era in lista come indipendente; ma da verde e da ex presidente della Circoscrizione Centro, Fiorentini aveva coltivato consensi e li aveva convertiti in 177 voti di preferenze, distanziando di circa 100 lunghezze i principali inseguitori. Ma anche Annalisa Felletti da Codigoro, all’epoca coordinatrice provinciale, giocò bene le sue carte e ottenne l’ambitissimo posto in giunta. Fu così che a Ferrara il partito di Sel rimase a becco asciutto: un “verde” in consiglio comunale e un’assessora non cittadina in giunta. Per di più la Felletti che a Codigoro era in contrasto con il Pd, a Ferrara era diventata in breve una convinta sostenitrice dell’alleanza con i Democratici. Dopo l’avvento di Renzi al governo questa posizione filo-Pd gli è stata contestata a più riprese, fino a costringerla a dare le dimissioni da coordinatrice, in nome dell’incompatibilità con la carica di assessore. Ma vendoliani puri ed ecologisti ex verdi che puntavano a prendersi almeno il controllo del partito si trovarono un’altra sorpresa: gli ex Pdci Roberto Soffritti e Italo Cariani e molti loro amici nel 2015 si iscrissero in massa a Sel scombussolando gli equilibri interni, anche perché la componente soffrittiana ha sostenuto e sostiene il rapporto di governo locale col Pd (adesso anche il Sì al referendum) ed è schierata al fianco della Felletti.

Sel a Ferrara è finita commissariata quasi in contemporanea con il partito a regionale. Il commissario Paolo Cento però non è riuscito a far deporre le armi alle varie e articolate fazioni. Di fatto Sel a Ferrara si è così squagliata prima del programmato scioglimento del partito in vista della nascita di Sinistra Italiana, nuovo partito che vedrà la luce nel 2017 e che intanto si è annunciato in consiglio comunale dove Fiorentini ha già cambiato nome al gruppo. (m.p.)

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