«Sono solo rancori personali»
«Sono giudicata da un simulacro di quel che era il coordinamento»
«Trovo sconcertante la presa di posizione del Coordinamento di Sel o, per meglio dire, del simulacro di quel che è rimasto del Coordinamento già sfiduciato dagli iscritti e di un partito che si scioglierà ufficialmente fra dieci giorni, per numerose ragioni, sia di metodo, che di merito. E sto soprattutto su quest'ultimo, che in tale circostanza mi sta certamente più a cuore». La replica di Annalisa Felletti alla manovra di defenestrazione non poteva che essere caustica, anche se lei dice di trattenersi in nome della buona educazione.
Della verifica programmatica eseguita in primis dalla co-cordinatrice Alessandra Tuffanelli, la Felletta offre questa lettura: «Conosco in dettaglio il programma di mandato dell'Amministrazione di cui faccio parte, essendo stata parte attiva della sua sottoscrizione quando ero ancora Coordinatrice provinciale del Partito, ormai due anni e mezzo addietro». Poi, forte anche del giudizio positivo espresso da Tgaliani sul suo lavoro in giunta, infilza i suoi avversari e detrattori: «Stando nel merito delle questioni, anche se capisco la difficoltà a farlo quando ambizioni e rancori personali possano offuscare i giudizi e generare confusione, non si può non esprimere soddisfazione per quanto fatto finora da questa Amministrazione, che vede il proprio operato in linea col dettato programmatico a suo tempo sottoscritto. Tale giudizio positivo è stato anche recentemente ribadito davanti all'assemblea degli iscritti a Sel (22 ottobre, ndr) da alcuni dei componenti del Coordinamento che oggi sottoscrivono il documento dato alla stampa».
Quindi - sentenzia l’assessorea - se la questione non è di merito, non può che essere personale da parte di chi ha la frustrazione di non vedere soddisfatte le proprie personali ambizioni».
Per carità di patria non si attarda sulle vicende interne a Sel «che appassionano esclusivamente gli addetti ai lavori». E' tutto così meschino, che astenendomi dal parlarne eviterò di contribuire a scoraggiare la partecipazione e la voglia di far politica dei più volenterosi». Ma qualcosa la deve dire: «Ciò che più mi stupisce, resta la tempistica di tali esternazioni ad una manciata di giorni da un appuntamento cruciale per il Paese, che chiama anche i ferraresi ad esprimersi sul Referendum Costituzionale. La mia formazione politica, invece che essere unita ed impegnata nel contribuire alla campagna referendaria e ad un suo esito positivo per le nostre posizioni, ancora una volta deve registrare l'iniziativa di un piccolo manipolo di persone (4 o 5 in tutto) che antepone i propri livori personali all'interesse più generale». di cui la politica dovrebbe a io avviso sempre occuparsi e preoccuparsi».
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