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patrizia moretti su twitter

«Sto con la Boldrini e ora pubblico i nomi di chi offese me e Federico»

«Sto con la Boldrini e ora pubblico i nomi di chi offese me e Federico»

Una riga e poco più, appena, meno dei 140 caratteri consentiti di un tweet per tornare al passato e ricordare a tutti le offese rivolte a Federico Aldrovandi, suo figlio, e a lei stessa, Patrizia...

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Una riga e poco più, appena, meno dei 140 caratteri consentiti di un tweet per tornare al passato e ricordare a tutti le offese rivolte a Federico Aldrovandi, suo figlio, e a lei stessa, Patrizia Moretti, la mamma, negli anni “bui” del dopo Aldrovandi, quando dopo i processi, le sentenze, definitive contro i 4 poliziotti condannati per la morte di Federico, c’era chi calpestava lo Stato di diritto, senza accettare le sentenze dei giudici. Il tweet è di domenica scorsa in cui mamma Patrizia si associava ai tanti in tutta Italia e condivideva quanto la presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini aveva deciso di fare, pubblicare i nomi di chi aveva postato parole e frasi offensive contro di lei e tanto, tantissimo altro. «Condivido l’idea di @lauraboldrini - ha scritto Patrizia Moretti - e pubblico il profilo di chi ha insultato mio figlio e me https://www.facebook.com/bandoli.sergio». Bandoli Sergio, romagnolo di Cotignola, era uno dei tanti che commentò in un post della pagina Facebook di “Prima Difesa Due” (che raggruppava componenti delle forze dell’ordine) che «la "madre"(virgolette come riportate nell'originale, ndr) se avesse saputo fare la madre, non avrebbe allevato un "cucciolo di maiale", ma un uomo!». Per questa frase è in corso il processo a Ravenna contro Bandoli, che si difende sostenendo di non aver mai scritto quella frase e di aver subito un attacco hacker, è aggiornato al 22 febbraio. Occorre ricordare che il processo è stato trasferito da Ferrara a Ravenna per competenza e che le indagini della procura cittadina arrivarono fino a Palo Alto, in California, dove ha sede legale e si trova il server di Facebook.

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