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Tagliani irritato dagli anti-Felletti

di Marcello Pradarelli
Tagliani irritato dagli anti-Felletti

Difende l’assessora: lavora con dedizione e serietà. E prende tempo: sono costretto a riflettere, ma dopo il referendum

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Un Tagliani piuttosto irritato prende atto delle turbe che affliggono Sel. E prende tempo sul destino dell’assessora alla pubblica istruzione Annalisa Felletti. L’idea che debba essere il sindaco a decidere chi vince e chi perde dentro un partito dilaniato da questioni politiche e personali mette Tagliani anche in una posizione scomoda. Il coordinamento provinciale di Sel accusa l’assessora Annalisa Felletti di «non aver portato avanti in Giunta alcuni temi cari alla nostra forza politica». Gli «aspetti più problematici dell’accordo di governo» hanno formato oggetto di confronto tra con Tagliani e vengono elencati nel lungo documento prepedeutico al siluramento della Felletti, che si conclude così: «l’assessora non rappresenta più nè il partito nè il gruppo consiliare. Facciamo quindi un passo indietro dall’esecutivo». Da adesso il controllo del «rinnovato accordo programmatico» è affidato al consigliere e capogruppo di Sinistra Italiana Leonardo Fiorentini (da alcuni mesi il gruppo Sel si chiama Si).

Sulla verifica programmatica Tagliani spende poche parole, anche perché non è questo il vero oggetto del contendere: «La nota di Sel - si legge nella risposta del sindaco - suggerisce un rinnovato impegno della Giunta su alcuni dei principali temi della nostra azione amministrativa. Impegno che confermo». Poi entra nel merito della vicenda senza risparmiare qualche frecciata a Sel: «Tuttavia le recenti gravi tensioni dentro la sinistra - purtroppo non nuove ed assai lontane da una composizione e che inducono i compilatori della nota ad una sfiducia verso l'Assessora Annalisa Felletti, da loro indicata ad inizio legislatura - non possono distogliere dall'obiettivo principale di chi amministra: la capacità di dare risposte ai cittadini senza che le tensioni politiche abbiano a condizionare il percorso degli impegni di mandato condivisi».

Tagliani definisce il calendario: «Siamo alla vigilia di una consultazione referendaria di rilevante importanza per il paese e pertanto non intendo prima del 5 dicembre aprire alcuna discussione sul punto aperto da Sel».

Sul piano amministrativo Tagliani difende la sua assessora: «Mi preme sottolineare che Annalisa Felletti svolge un compito delicato con dedizione e serietà per cui non esistono ragioni personali mie per un ripensamento che riguardi oggi la sua delega. Prendo comunque atto che oggi non gode più dell'affidamento del gruppo di Sel, o per lo meno di una parte di esso, e del capogruppo in consiglio. Ragione questa per la quale, dopo il referendum, sarò costretto ad una riflessione che farò con tutta la maggioranza ma anche con la difesa del mio livello di responsabilità ed autonomia».

Quel «sarò costretto» la dice lunga sul grado di irritazione di Tagliani, che avrebbe fatto a meno di sorbirsi questa grana. L’allontamento della Felletti non è automatico a questo punto ma se, come è possibile, l’assessora dovesse essere sacrificata sull’altare della “ragion di Comune”, Tagliani non sembra disposto ad accettare indicazioni da Sel-Si per la sostituzione.

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