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Trattativa alla Berco Altro round sugli esuberi

Trattativa alla Berco Altro round sugli esuberi

Copparo, oggi nuovo incontro a Unindustria tra dirigenti e sindacati «L’azienda disposta a calare i licenziamenti, ma non è abbastanza»

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COPPARO. Nuovo faccia a faccia oggi nella sede di Unindustria Ferrara tra le organizzazioni sindacali e i dirigenti della Berco. Un incontro che segue le assemblee con i lavoratori della settimana scorsa nel grande stabilimento di Copparo. Non è un mistero che le posizioni tra le controparti siano ancora distanti: soprattutto sulla richiesta di mobilità presentata dalla direzione aziendale per 365 dipendenti, di cui 331 a Copparo e gli altri nel secondo sito produttivo a Castelfranco Veneto. Sempre secondo quanto detto dal sindacato alle maestranze, la proprietà sarebbe disposta a calare il numero degli esuberi prospettati (che per ora sono sospesi: dopo gli scioperi di protesta) ma ciò non è ritenuto sufficiente.

Perché per la Fiom Cgil, la Fim Cisl, la Uilm Uil e le Rsu, oltre che per la Fismic, in sostanza mancherebbe da parte di Berco e Tk un piano industriale credibile e elementi concreti, con la volontà di voler chiudere il settore macchine utensili, procedendo a ulteriori esternalizzazioni, con tagli anche al settore fondamentale della manutenzione, senza un futuro chiaro per i 1300 lavoratori che rimarrebbero in Berco.

In sostanza i sindacati chiedono un rilancio produttivo, contratti di solidarietà, discorso chiaro sugli incentivi e ammortizzatori sociali, investimenti, contestando che si chiedano ulteriori sacrifici ai lavoratori senza una prospettiva certa. Oltre alla «responsabilità verso il nostro territorio a livello sociale», è quanto hanno sempre sottolineato i sindacati in modo unitario da parte di Samuele Lodi (Fiom), Sandra Rizzo (Fim), Paolo Da Lan (Uilm) oltre alle Rsu. E non va dimenticato come la nuova difficile situazione alla Berco suscita un concreto allarme nell'opinione pubblica locale.

Franco Corli

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