Questua molesta Il Comune prosegue l’azione di contrasto
BONDENO. Continuerà l’opera di contrasto alla questua molesta da parte del sindaco Fabio Bergamini. Un’attività che, inaugurata dal suo predecessore Alan Fabbri, tuttavia non seguirà l’esempio del...
BONDENO. Continuerà l’opera di contrasto alla questua molesta da parte del sindaco Fabio Bergamini. Un’attività che, inaugurata dal suo predecessore Alan Fabbri, tuttavia non seguirà l’esempio del primo cittadino di Trieste. Il quale, in questi giorni, ha annunciato la pubblicazione di una delibera che intende contrastare la “carità” data alle persone che chiedono la questua per strada, con misure che intendono colpire chi i soldi li riceve ma anche chi li dà. «In una grande città – dice Fabio Bergamini – sono d’accordo che quella adottata a Trieste possa essere una soluzione. In Italia i bisognosi ricevono aiuti dal sistema messo in campo», mentre, chi chiede la questua per strada, solitamente, «appartiene a una schiera di persone che pratica un’attività border-line, sulla linea di confine con l’attività illecita (anche se la questua non lo è, in senso lato) alimentata da ambienti vicini all’illegalità». In un paese come Bondeno - dice il sindaco Bergamini - «non possiamo punire i nostri cittadini perché donano una moneta. Spesso, però, ho inviato sul posto la polizia municipale, per punire comportamenti molesti dei questuanti nei confronti dei passanti. Anche sotto il municipio, dove è capitato almeno una decina di volte, da quando sono sindaco. Chiunque sia stato disturbato da un questuante molesto – continua il primo cittadino – sa di cosa sto parlando. Altre volte, gli agenti sono intervenuti per “liberare” da questi fastidi i frequentatori dei centri commerciali». In questo senso uno degli ultimi episodi si è registrato recentemente al supermercato “I Salici”.
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