Calvano: legame con i territori
Sul ruolo del Senato delineato dalla riforma ecco cosa pensa un esponente del Sì come Paolo Calvano, segretario regionale del Pd. Nella nuova formulazione prevista dalla riforma Boschi, non esiste il...
Sul ruolo del Senato delineato dalla riforma ecco cosa pensa un esponente del Sì come Paolo Calvano, segretario regionale del Pd.
Nella nuova formulazione prevista dalla riforma Boschi, non esiste il rischio che il Senato diventi meno rappresentativo, dato che i senatori non saranno più eletti dai cittadini?
Il nuovo Senato non farà più le stesse identiche cose che fa la Camera dei Deputati, farà invece da raccordo tra Stato centrale e Autonomie locali. Per questo su 100 senatori vi saranno 95 consiglieri regionali e sindaci. Dire che questi rappresentanti locali non sono eletti dai cittadini è un duplice errore. Sindaci e consiglieri regionali sono tali perché hanno raccolto migliaia di voti e in secondo luogo la riforma costituzionale prevede che per i consiglieri regionali che sovrano andare al Senato servirà un'indicazione popolare che ne legittimi il ruolo.
Esiste un rischio che i sindaci, partecipando al Senato, si dedichino meno alla città che amministrano?
La partecipazione dei sindadaci al nuovo Senato sarà il modo per far sì che le leggi siano meno distanti dalle esigenze delle comunità locali e consentirà ai sindaci di essere , nella sostanza,ancor più vicini alle proprie comunità. Il nuovo Senato avrà una competenza legislativa residuale ma coerente con la sua composizione. Per i suoi componenti sarà un impegno pari a quello attuale e con risultati più efficaci per le comunità locali che avranno finalmente una voce in Parlamento».
Ritiene che il Senato, così riformato, comporterà un reale risparmio di denaro. I contrrari sostengono che sia irrisorio.
Il risparmio diretto derivante dal taglio dei senatori e dal superamento dell'attuale Senato è stimato in circa 60 milioni di euro. A questo dato si aggiungeranno i risparmi legati al superamento delle Province, al taglio dei costi dei consigli regionali e all'abolizione del Cnel. Tutte cose previste nella riforma e che altrimenti non si verificherebbero. Inoltre il superamento del bicameralismo paritario da un lato e la riforma del rapporto tra Stato e Regioni dall'altro, ridurranno ridondanze e inefficienze con conseguenti risparmi di tempo e quindi di risorse.
L'Italicum non verrà modificato prima del 4 dicembre.Nonostante Renzi abbia mostrato la volontà di modificare l'attuale legge elettorale, non esiste il rischio che il legame Italicum più riforma possa dare un potere eccessivo all'esecutivo?
La riforma costituzionale, a prescindere dalla legge elettorale, non determina nessun aumento dei poteri del Presidente del Consiglio, semmai il contrario (penso, ad esempio, all'eliminazione dell'abuso di decreti legge). Detto questo, tutti i partiti hanno espresso in Parlamento la volontà di modificare l'Italicum. È perciò presumibile che già dalla settimana successiva al referendum partirà il confronto in Parlamento per modificare la legge elettorale.
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