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Fabbri (Lega): dico No al Senato dei nominati

Fabbri (Lega): dico No al Senato dei nominati

Per conoscere i punti di vista di chi sostiene o respinge la riforma, abbiamo intervistato per l'analisi del primo dei cinque temi del quesito elettorale, vale a dire il superamento del bicameralismo...

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Per conoscere i punti di vista di chi sostiene o respinge la riforma, abbiamo intervistato per l'analisi del primo dei cinque temi del quesito elettorale, vale a dire il superamento del bicameralismo perfetto, due esponenti politici, uno per il Sì e uno per il No. Per il No risponde il segretario provinciale della Lega Nord Alan Fabbri.

La riforma Boschi intende superare,tra gli altri punti, il bicameralismo paritario, mettendo fine a quel sistema che rende molto lunga l'approvazione delle leggi, noto anche come "navetta parlamentare". Perché la Lega Nord dice "no" al superamento del bicameralismo paritario?

Con questa riforma - è la risposta di Alan Fabbri - il Senato non scomparirà il giorno dopo, verrà semplicemente tolta la possibilità di dare o togliere la fiducia al governo a Palazzo Madama.Come per le Province, depotenziate e sminuite, il presidente del consiglio Renzi si prepara a varare l'ennesimo, lacunoso riordino delle competenze e delle funzioni. Perché il bicameralismo non scompare del tutto, ma le procedure per approvare le leggi saranno completamente confuse. Nessuno,allo stato attuale, sa esattamente di cosa si occuperà un Senato, che sarà composto di "nominati",togliendo la possibilità ai cittadini di eleggere direttamente i senatori.

Col passaggio da 315 a 100 senatori che avranno solo l’indennità di consigliere regionale o di sindaco si riducono i costi. Che ne pensa?

Si invoca anche la presunta riduzione dei costi della politica: ma per arrivare a questo risultato ,si poteva ridurre semplicemente lo stipendio dei deputati, senza scompaginare le regole della vita democratica del Paese.

Le modifiche al Senato portano, secondo i sostenitori del Sì, a un governo più stabile e a una migliore governabilità. Perché vi opponete?

Per rispondere alle intenzioni dei costituenti, oggi il Senato dovrebbe incorporare alcune funzioni assolte dalla Conferenza permanente Stato-Regioni, ma soprattutto la riforma dovrebbe mantenere la forza propulsiva dei territori,ed appunto la loro autonomia,mentre l'azione del Governo si è finora concentrata su di un riaccentramento dei poteri. Per quanto0 riguardalla stabilità dell'esecutivo, la riforma non risolve la questione del vincolo di mandato, che ora è legato all'elettorato e non alla lista con la quale ci si è presentati. Se non si troverà una soluzione al fatto che chi viene eletto in uno schieramento possa passare dall'altra parte, non si darà stabilità certa al governo».

Cambia anche l'elezione del Presidente della Repubblica, per il quale non è più richiesta la maggioranza assoluta, come invece è richiesta ora dalla 4° votazione. Qual è la vostra opinione in merito?

Il senso di eleggere il Presidente della Repubblica con un maggioranza qualificata,durante i primi quattro scrutini ,ed in seguito con un maggioranza assoluta ha impedito che il Capo dello Stato fosse "ostaggio" di un maggioranza parlamentare. Se nelle intenzioni dell'esecutivo la riforma serve a rendere efficiente la "macchina amministrativa" non si capisce per quale motivo deve essere intaccata l'elezione di questa figura di garanzia.

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