I difensori contro l’ accusa al processo “pratiche veloci”
Il processo sulle "pratiche veloci" ad immigrati cinesi per il ricongiungimento familiare è ormai al rush finale: ieri davanti al gip Silvia Marini, le ultime arringhe difensive dei legali degli...
Il processo sulle "pratiche veloci" ad immigrati cinesi per il ricongiungimento familiare è ormai al rush finale: ieri davanti al gip Silvia Marini, le ultime arringhe difensive dei legali degli ultimi imputati, un'impiegata della prefettura di Ferrara, Simona Granatiero e l'avvocatessa Silvia Baldassarre: la prima accusata di corruzione - ottenuto per l’accusasoldi, favori e regali per favorire le pratiche mentre la legale è accusata di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Nell’udienza di ieri i difensori hanno argomentato contro le accuse della procura, sostenendo questioni tecniche e soprattutto ribadendo la assoluta inutilizzabilità dell’intercettazioni raccolte durante le indagini e contestando in modo diretto i capi di imputazione.
Entrambi i legali, Salvatore Mirabile (per Granatiero) ed Erminia Imperio (per Baldassarre) hanno ribadito la assoluta estraneità alle accuse mosse e quindi l’udienza, vista l’ora tarda - il pomeriggio inoltrato - e la necessità del pm di replicare, l’udienza è stata aggiornata all’11 gennaio, quando do si conoscerà la sentenza.
Tra i difensori, l’avvocato Mirabile in modo trancante aveva sempre affermato che «se denaro c'è stato, come dicono accuse e i cinesi che hanno confessato, è stato consegnato alle imprenditrici accusate, non certo alla Granatiero: contro di noi vi sono solo conoscenze e frequentazioni che nulla hanno a che vedere con lo scambio di denaro».
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