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In via Rambaldi è stalking di quartiere

La procura chiude l’inchiesta: sotto accusa la famiglia al centro di atti persecutori da anni contro gli abitanti della zona

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Da anni subiscono di tutto - minacce, offese e comportamenti violenti -, un disagio che ha manifestato in loro malesseri e uno stato d’ansia perenne. Da anni denunciano di tutto - anche maltrattamenti di animali, ingiurie, disturbo quiete pubblica, atti osceni - e non riescono ad ottenere risultati. Gli abitanti di via Rambaldi, zona via Arginone, però questa volta hanno avuto ragione, trovando la “colla” giudiziaria a tutte le decine di denunce e segnalazioni inviate a carabinieri e forze dell’ordine, depositando nel luglio scorso un esposto alla procura, ipotizando, per la prima volta, il reato di stalking di quartiere.

Quasi due anni di molestie.

Dopo mesi di verifiche e accertamenti da parte di carabinieri, polizia, polizia municipale, la procura ha chiuso l’indagine e ha depositato l’atto d’accusa di stalking di quartiere e atti persecutori sui cittadini della via, contro la famiglia al centro da anni del caos: marito e moglie ora debbono rispondere alla procura di diversi fatti accaduti dall’ottobre 2015 al luglio 2016, appena pochi mesi fa.

Atti notificati dal pm. Almeno è quanto viene contestato penalmente nel procedimento penale che la procura- il pm Patrizia Castaldini - ha notifcato a marito e moglie, indagati. Mentre per il figlio minorenne sarebbe aperto un fascicolo al tribunale dei minori, di cui non si conosocno i sviluppi.

Adesso quattro vittime. Sono state individuate almeno quattro vittime, persone offese, per i comportamenti di marito e moglie: si va da condotte moleste con ripetute offese, minacce di morte e atti osceni davanti a donne e ingiurie con gesti sessuali. E ancora atti osceni messi in atto nella stessa zona di via Rambaldi in luoghi frequentati da minori o all’interno del cortile dove abita la famiglia, anche in questi cssi non frasi offensive mentre mostrava genitali, urinando davanti ai vicini e altro.

Radio ad alto volume. E che dire dei fortissimi rumori e urla, tenendo la radio accesa per ore e ore con musica ad altissimo volume, addirittura mettendo la radio all’interno di un contenitore metallico per amplificare anche di più i decibil, insopportabiliper il vicinato. E ancora da parte della moglie frasi sconclusionate, offensive, brutali, violente (verbalmente, ovviamente): «Di qui non passi, verrà il momento in cui non passerai più» e «chiama tuo nonno finchè sei in tempo...ti ammazzerò».

Il caso che scoppia. Il caso di via Rambaldi come si ricorderà, era diventato questa estate uno dei primi problemi di ordine pubblico a Ferrara. Con interventi pressochè quotidiani di forze dell’ordine e vigili del fuoco, per mediare e pacificare gli animi. Ma diventò persino un caso sui social (vi ricordate il gatto Poirot che aveva ridicolizzato la vicenda, ben più seria) e un «caso politico» con sollecitazioni e interpellanze dei politici ferraresi (tra i tanti e più incisivi quelli della consigliera comunale Ilaria Morghen) e i conseguenti scontri politici con l’amministrazione comunale.

Daniele Predieri

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