Modena è «disponibile» si riapre il risiko camerale
Fusioni, la Camera di commercio della Ghirlandina fa decidere Unioncamere Ferrara sceglierà a dicembre e l’alleanza con Ravenna non è più la sola opzione
Non proprio un invito a nozze, ma una dichiarazione di disponibilità che potrebbe aprire qualche crepa in un fidanzamento già annunciato. Tra Camere di commercio emiliane si stanno concretizzando le avance per le fusioni imposte dal recente decreto legge governativo sul riordino del sistema camerale, e la decisione di ieri della giunta modenese offre una sponda, anche se non solida come industriali e coop ferraresi speravano, per ridiscutere il patto Ferrara-Ravenna impostato da mesi. La Camera di commercio della Ghirlandina, dunque, ha deciso di non arroccarsi nella forza dei numeri, che le consentirebbero di rimanere da sola in quanto già oltre la soglia minima di 75mila imprese iscritte, e di aprirsi ad una fusione. A quanto risulta, però, i modenesi hanno evitato di esprimersi direttamente per la fusione con Ferrara, attraverso un invito diretto a Largo Castello, ma ha scelto di mettere la sua disponibilità nelle mani di Unioncamere. Sarà la struttura regionale, quindi, a valutare cos’è meglio per i singoli enti e il sistema camerale regionale, se quindi proporre una fusione Modena-Reggio (i reggiani sono pure divisi e sembrano orientati a Parma) oppure Modena-Ferrara.
È un modo per non interferire nelle dinamiche di Reggio e Ferrara, ma è chiaro che, dopo mesi di silenzio sotto la Ghirlandina dovute ai problemi dei vertici camerali, questa mossa apre una strada al “partito modenese” composto principalmente da Unindustria e Legacoop, che sulla via Emilia hanno già saldato accordi definitivi. Chi, in largo Castello, tifa per la fusione con Modena potrebbe proporre proprio di lasciar fare a Unioncamere, seguendone poi le indicazioni: questo dovrebbe fare, per legge, un eventuale commissario governativo in caso di mancato accordo sulla direzione da prendere. È altrettanto vero che i sostenitori dell’accordo con Ravenna, tra i quali la Cna che esprime il presidente Paolo Govoni e l’Ascom, possono dirsi contenti di non dover fronteggiare una proposta diretta di Modena.
La giunta e il consiglio della Camera di commercio di Ferrara si sono riuniti martedì senza affrontare ufficialmente la questione: c’è stata solo un’informativa sulle novità del decreto. A dicembre l’appuntamento decisivo per la scelta, che sarà probabilmente ratificata a gennaio.
Stefano Ciervo
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