La vittima si sentiva minacciata dal nipote
L’anziana uccisa a Porto Viro querelò l’uomo nel 2014: non approvava la sua amicizia col mesolano
MESOLA. Mentre si attendono gli esami del Ris, il Reparto investigazioni scientifiche, dei carabinieri, emerge un elemento in parte nuovo nella vicenda dell’omicidio di Miranda Sarto, 83 anni, l’anziana residente in via Gorghi a Porto Viro uccisa a coltellate nel pomeriggio di mercoledì 9 novembre. Il primo aprile del 2014 la donna aveva presentato una querela - che aveva poi ritirato - per segnalare il comportamento che avrebbe tenuto il nipote Gino Sarto, che vive nell’abitazione al piano superiore a quella della 83enne. Affermando che il giorno precedente, ossia il 31 marzo del 2014, sarebbe stata minacciata e ingiuriata. La querela era poi stata firmata anche dall’amico della donna, un 72enne di Mesola, al quale era molto affezionata in quanto, entrambi divorziati, si facevano compagnia. A quanto afferma l’anziana, proprio la sua frequentazione col 72enne avrebbe forse suscitato il risentimento del nipote. A questo punto è doverosa una precisazione: nessuno è indagato per l’omicidio. E la presenza di una querela presentata tempo prima della vittima non è assolutamente equivalente a una accusa nei confronti di qualcuno. Potrebbe però essere di rilievo investigativo nel senso di dare conto genericamente dell’esistenza di tensioni e conflitti nell’abitazione. Allo stesso modo, è pur vero che il ritiro potrebbe essere sintomo di una successiva risoluzione. Nella denuncia l’anziana spiega che dopo che l'appartamento al piano di sopra era rimasto vuoto, si era trasferito lì il nipote Gino Sarto. Poco dopo, nel 2009, l’anziana dà la residenza all'amico di Mesola, «con cui condivido - scrive - le mie giornate, in quanto anche lui divorziato». Una scelta che, racconta l’anziana al militare che ha raccolto la sua denuncia, non era andata giù al nipote. «Non perde occasione per minacciare sia me che il mio amico», dice al momento di presentare querela.
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