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«Sì al Parco del delta unito Ma Roma ne resti fuori»

Il consiglio regionale del Veneto approva una mozione contro un ente nazionale Al lavoro per un’istituzione interregionale, sostenuta anche dai comuni ferraresi

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COMACCHIO. Sì al Parco del delta interregionale, ma no a un Parco nazionale. L’assemblea regionale del Veneto si è espressa contro la possibilità che possa nascere un progetto di Parco nazionale, mentre va avanti, con l’Emilia Romagna, l’azione per un parco unico interregionale. È la chiave di lettura dopo l’approvazione, l’altro ieri da parte del consiglio della Regione Veneto, della mozione presentata da Sergio Berlato (Fdi, An, Mcr), presidente della terza commissione consiliare. Mozione che specifica chiaramente il no al parco nazionale.

«Mi baso sul principio che gli atti di indirizzo di un’altra regione – dichiara la consigliera regionale dell’Emilia Romagna Marcella Zappaterra -, non vanno commentati e quindi non entro nel merito delle motivazioni politiche di altri colleghi. Credo che il dialogo tra le due regioni e il governo sia propositivo; il giudizio potrà arrivare solo dopo la verifica del testo di legge. Aspettiamo di vedere i risultati, ma sono fiduciosa che il parco interregionale andrà avanti». Quella approvata dal Consiglio regionale del Veneto è dunque una raccomandazione alla giunta Zaia a stare sul pezzo, ovvero a controllare l’iter normativo della attesa legge che disciplinerà un polmone verde di bellezza e ricchezza inestimabili, attraversato dal Po e delimitato dalle regioni Emilia Romagna e Veneto. Anche Massimo Medri, presidente dell’ente di gestione per i parchi e le biodiversità Delta del Po, rileva che «la mozione presentata parla di un parco unico nazionale, ma in realtà è inter regionale, intorno all'istituzione del quale abbiamo espresso tutti grande soddisfazione, in modo da superare un’anomalia tutta italiana». Anche per Tiziano Tagliani, presidente della Provincia, «questa è una fase di valutazione prematura, rispetto alle regole di governance che l’impalcatura della nuova legge dovrà assegnare all’intero percorso. Io continuo a ritenere che un parco unico prevalga su logiche burocratiche». Arriva dal sindaco di Comacchio, Marco Fabbri, l’appello a far leva sul «dialogo e sulla proficua collaborazione che prosegue con il Veneto. Saremo impegnati presto a condividere con i colleghi ed operatori del Veneto la promozione unitaria del parco alle fiere di Utrecht, Stoccarda e Monaco di Baviera. Non commento le linee di indirizzo di altre regioni – conclude Fabbri -, auspicando di continuare a fare quel percorso comune, richiesto e condiviso dagli operatori». Il sindaco di Codigoro, Alice Zanardi, appresa la notizia della presa di posizione della Regione Veneto, ribadisce l’importanza di proseguire sulla strada intrapresa, che «supererebbe l’attuale anomalia di due centri che a volte assumono decisioni che coinvolgono il territorio deltizio, non convergenti. Per questo auspico che le norme istitutive diventino presto legge, in modo da avviare iniziative comuni».

Da Mesola, baricentro del parco e destinata a diventare la sede del coordinamento Mab Unesco, il sindaco Gianni Michele Padovani ritiene «che non siano problemi insormontabili. Il lavoro svolto sinora per il Mab Unesco è molto importante e confidiamo di poter andare avanti nel solco già tracciato». Intanto il 12 dicembre è convocata a Porto Tolle la cabina di regia del gruppo di coordinamento Mab Unesco.

Katia Romagnoli

e Piergiorgio Felletti

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