Ursa e Tecopress, altri 7 imputati
Due procedimenti in corso per le tragedie di Tarik Naouch e Gerardo Cesaro
Quello relativo alle vittime della Ceramica Sant’Agostino è soltanto uno dei tre capitoli processuali relativi alla tragedia del terremoto del 20 maggio 2012. Altri due procedimenti sono in corso, e riguardano i crolli all’Ursa di Stellata e alla Tecopress di Dosso.
Tra pochi giorni, il 13 dicembre, si tornerà in aula per il processo-Ursa, l’azienda del Bondenese dove perse la vita a soli 29 anni l’operaio tunisino Tarik Naouch. A giudizio sono finiti l'ex ingegnere capo della Provincia di Ferrara, Mauro Monti, in qualità di collaudatore finale dell'opera e il progettista dei capannoni Pierantonio Cerini di Arezzo, ma la procura sta valutando la posizione di altri due indagati, il progettista e il titolare dell’azienda nche fornì la trave che cedette facendo crollare il capannone.
È stata fissata invece al 16 gennaio la prossima udienza del processo per la morte di Gerardo Cesaro, l’operaio di 51 anni che morì sotto le macerie della Tecopress di Dosso. Il procedimento ha accorpato due filoni di indagine: il primo, che vede imputati i tre tecnici (tra direttori lavori e progettisti dei capannoni crollati) Modesto Cavicchi, Dario Gagliardi e Antonio Proni. La seconda tranche riguardava invece la posizione del titolare dell’ azienda Enzo Dondi e della responsabile della sicurezza Elena Parmeggiani, per i quali era stata chiesta una prima archiviazione e che sono rientrati poi nel processo dopo un supplemento di indagine chiesto dagli avvocati di parte civile Gaiani e Resca. Titolare e responsabile della sicurezza sono accusati di violazioni delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro e per non aver adottato miglioramenti antisismici.
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