La Nuova Ferrara

Ferrara

Bimbo fuggito e toni duri dietro lo stop alla maestra

Bimbo fuggito e toni duri dietro lo stop alla maestra

I genitori del Pacinotti convocati per un faccia a faccia con la scuola «Nostra figlia finita in cura dallo psicologo, va fatta chiarezza fino in fondo»

3 MINUTI DI LETTURA





È stato un pomeriggio difficile quello di giovedì alla scuola d’infanzia Pacinotti di Ferrara. Insegnanti, genitori, rappresentanti della cooperativa Res e del Comune si sono trovati per un confronto che se fatto anche solo qualche settimana fa, avrebbe forse evitato tensioni e malumori. Come ormai noto, una delle maestre che insegnano all’interno della scuola è stata sospesa a scopo precauzionale perché avrebbe tenuto nei confronti di alcuni bambini di età compresa tra i 3 e i 4 anni comportamenti non idonei. Quali? È questa la prima cosa che hanno chiesto i genitori presenti e le risposte sono arrivate dopo forse troppi giri di parole. Ecco i fatti. Alcune insegnanti all’interno della scuola, osservando la collega, hanno fatto presente ai responsabili una sorta di cambiamento. La donna avrebbe iniziato ad usare un linguaggio alle volte poco consono e forse avrebbe perso la pazienza qualche volta di troppo. Parallelamente anche alcuni genitori hanno notato maggiore vulnerabilità nei figli e in un caso anche il rifiuto a restare a dormire al scuola. E sono sempre i genitori a raccontare un episodio (non smentito dalle insegnanti presenti ed anzi confermato da alcune di loro) di un bimbo di tre anni e mezzo che, affidato sempre alla maestra sospesa, inspiegabilmente è riuscito a scavalcare la recinzione ed è stato trovato da un’altra insegnante nel cortile adiacente alla scuola, «per fortuna non è andato in strada e il tempo in cui è rimasto da solo è stato minimo», commentano i genitori. E ancora, l’insegnante sospesa avrebbe detto ad un bambino “diventerai imbecille come tuo padre” «che non è certo un complimento». «La maestra è stata subito sospesa - dicono i responsabili della coop che gestisce il servizio - E lo abbiamo fatto anche per lei, per tutelarla perché così potrà difendersi». Tutto tranquillo (si fa per dire), dunque? No. Nel bel mezzo della riunione, la doccia fredda. «Siamo i genitori di A. - intervengono molto agitati - La nostra piccola ha due anni e mezzo ed è seguita dallo psicologo dopo aver subito un grosso trauma». Il gelo. «Siamo qui perché vogliamo capire come mai la maestra è stata sospesa mentre l’ausiliaria secondo noi responsabile di quanto sta accadendo a nostra figlia è ancora in servizio». Gli animi si scaldano, la tensione si taglia con il coltello. «Nostra figlia si è fatta la pipì addosso. Noi non sappiamo cosa sia successo in qual bagno, fatto sta che la piccola non vuole più farsi toccare, lavare, ha paura di tutto (la bambina sarebbe stata sgridata in malo modo)». I presenti cadono dalle nuvole, nessuno è mai stato informato e l’inserviente è ancora in servizio. «Non possiamo scendere nei particolari - dicono dalla Res - ma possiamo dire che la signora su cui si punta il dito sarebbe estranea alla vicenda anche perché non può stare da sola con i bambini». Quindi con la piccola c’era un’insegnante? «Sì, certo. Chiariremo anche questa vicenda». «Noi intanto andiamo in questura» hanno gridato i genitori di A. lasciando l’aula e l’amaro in bocca a tutti i presenti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google