Cinque anni per ricatti al Leon d’oro
Condanna in appello per concussione all’ex funzionario Agenzia entrate
Ancora una stangata per i ricatti al Leon D’Oro, gelateria K2 e altri tre esercizi pubblici cittadini, la vicenda emersa nel 2014 grazie alle indagini di procura e finanza. Anche in Corte d’appello, infatti, per la vicenda delle “mazzette sotto il Duomo” è stata confermata la condanna del principale imputato, l’ex funzionario dell’Agenzia delle entrate, Leopoldo Lunadei: per lui conferma della pena di 5 anni per i reati di concussione, per i ricatti nei confronti di 5 imprenditori locali, titolari di esercizi pubblici della città.
La sentenza emessa dai giudici della Corte d’appello di Bologna (in abbreviato, ribadiamo fotocopia di quella del tribunale di Ferrara del settembre 2015, giudice Silvia Marini)deflagrò nel dicembre 2014 con gli arresti di due persone: uno Lunadei e l’altro un mediatore, Maurizio Palma, che ha già chiuso la vicenda, patteggiando la pena in primo grado a 3 anni di pena.
Il caso scoppiò il 9 dicembre 2014, quando scattarono gli arresti dopo la segnalazione del titolare del Leon d'Oro che aveva denunciato alla Guardia di finanza di aver subito il ricatto da Lunadei e dal suo intermediario, per accomodare i controlli fiscali sull’attività conosciutissima del centro storico. I finanzieri si appostarono proprio in centro, a ridosso del Duomo, aspettando lo scambio della mazzetta pattuita: quando Palma - intermediario - intascò i 10mila euro imposti al titolare del Leon D’Oro, scattarono le manette per entrambi ( Lunadei venne arrestato in concorso). Dopo gli arresti i due rimasero agli arresti domiciliari per oltre tre mesi, Lunadei ancora di più. Le indagini lampo portarono poi procura e finanza ad accertare oltre l'episodio dell'arresto, altri 4 esercizi ricattati, che nel giro di pochi mesi portarono gli inquirenti ferraresi a chiedere processo ai due, ottenendo la condanna. Anche al processo in appello erano presenti come parte civile (in primo grado furono riconosciuti danni per 28mila euro) gli esercizi ricattati: la gelateria K2, l'Agriturismo La Sapienza, Bar-Pasticceria Kristal e la pizzeria Pippo, quest’ultima che segnalò autonomamente il tentativo di ricatto subito, dopo che il caso esplose con gli arresti dei due e gli articoli stampa.
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