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Fusione tra Mirabello e Sant’Agostino verso l’ultimo atto

Fusione tra Mirabello e Sant’Agostino verso l’ultimo atto

Entro metà mese l’assemblea regionale voterà il via libera alla nascita del comune Terre del Reno

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MIRABELLO. Conto alla rovescia per il via definitivo dell’assemblea legislativa dell’Emilia Romagna alla fusione di Mirabello e Sant’Agostino nel Comune unico Terre del Reno. Il consiglio regionale si esprimerà sul progetto di legge entro la metà del mese (il 13 o il 14 dicembre), quindi dal primo gennaio il Comune unico sarà realtà, sarà nominato un commissario e e decadranno anche il consiglio comunale, la giunta e il sindaco di Mirabello. Questione che non si pone per Sant’Agostino, visto che gli organismi amministrativi sono decaduti la scorsa primavera, quando Fabrizio Toselli si è dimesso da sindaco per candidarsi - e vincere - le elezioni comunali a Cento. Il commissario reggerà il nuovo Comune sino alle elezioni municipali, la prossima primavera. Intanto la commissione regionale Bilancio e Affari generali ha licenziato all'unanimità nei giorni scorsi l'istituzione del comune unico Terre del Reno, dopo il parere favorevole incassato al referendum consultivo il 16 ottobre in entrambi i comuni (50,69% a Mirabello e 59,49% a Sant'Agostino). Il relatore di minoranza, il leghista Massimiliano Pompignoli, presidente della stessa commissione, ha confermato il voto favorevole al provvedimento, motivandolo proprio con l'esito favorevole del referendum. La relatrice di maggioranza, la ferrarese Marcella Zappaterra (Pd), ha espresso soddisfazione perché potrà così procedere la fusione delineata nello studio di fattibilità. «Quella tra Mirabello e Sant'Agostino è l'unica fusione che passa di questa tornata - spiega Zappaterra - essendo l'unica ad aver ottenuto una maggioranza netta di cittadini favorevoli al referendum. Credo di poter dire che per chi ha creduto nel progetto è una grande soddisfazione poterlo concretizzare». Rispetto ai vantaggi già illustrati durante la campagna referendaria «le risorse potrebbero addirittura aumentare perché nel disegno di legge statale di bilancio 2017 - conmtinua Zappaterra - è stata aggiunta una disposizione che se il testo che verrà approvato definitivamente dopo il passaggio al Senato prevede che il contributo statale spettante dal 2017 al nuovo Comune venga incrementato dal 40 al 50 % dei trasferimenti erariali 2010 ai due comuni. Ciò significa che al comune Terre del Reno spetterebbe un contributo statale decennale di 967.862,94 euro, anziché quello ora previsto di euro 774.290. L'auspicio è che la nuova disposizione arrivi alla fine dei passaggi, ma anche senza questa novità i vantaggi per il nuovo comune sono innegabili. La nuova amministrazione avrà la responsabilità di saperne approfittare».

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