Il Comune di Mesola metterà in vendita la casa dello scoppio
Da ieri l’edificio di Ariano è tornato a disposizione dell’ente Condannato a tre anni l’uomo che lo fece esplodere
ARIANO. Da ieri il Comune di Mesola è tornato ad avere la disponibilità della casa di Ariano fatta esplodere dall’inquilino, per protesta nei confronti dell’amministrazione. L’intenzione del Comune, come ha spiegato il sindaco, è di vendere l’immobile, così come si trova e a breve, dopo le necessarie stime, sarà disposto il bando per la vendita. Con questa decisione del Comune si chiude una vicenda iniziata lo scorso 12 luglio e e continuata l’altro ieri in tribunale a Ferrara, quando Mario Bresciani, 76 anni, residente in quella casa di Ariano, è stato condannato con rito abbreviato a tre anni per incendio. Nonostante il suo legale, l’avvocato Gianluca Filippone, avesse tentato di far derubricare in danneggiamento, causato dallo spostamento d’aria dovuto allo scoppio.
Quel giorno l’uomo con un ordigno “fai da te” fece esplodere, poco dopo le 5.30, quell’abitazione che riteneva fatiscente e su cui il Comune non interveniva. Bresciani aveva messo in atto un vero e proprio piano: dopo aver collegato tra loro alcune bombole di gas, le aveva aperte poi aveva attivato un innesco già predisposto, provocando l'esplosione e l'incendio. Nell'azione rimase leggermente ferito, recandosi per questo all'Ospedale del Delta dove si era fatto medicare. Ma i carabinieri, con una rapida indagine, lo fermarono perché autore di quell’esplosione. Il 12 luglio erano passate da poco le 5.30 quando in via Marconi, a due passi dal centro della frazione di Mesola, l'abitazione esplose. In quella casa , di proprietà del Comune, ci abitava, da circa 25 anni il pensionato, che a causa dello scoppio riportò ferite a un braccio e alla testa e si recò o al pronto soccorso dell'ospedale di Lagosanto, dove è arrivato poco dopo le sei, dicendo al personale di servizio di essersi fatto male perché aveva fatto saltare per aria la propria casa. Pochi minuti dopo l'arrivo di Bresciani all'ospedale arrivarono i anche i carabinieri della Compagnia di Comacchio, che presero in custodia l'uomo e, una volta terminati gli esami e le medicazioni, lo accompagnarono in caserma e lo arrestarono. E giovedì il processo e la condanna.
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