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Modena o Ravenna, Camera con scontro

Modena o Ravenna, Camera con scontro

Felloni (Ascom) risponde a Vancini: l’unica alternativa alla fusione con i romagnoli è il commissario. E abbiamo già dato

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Il presidente Paolo Govoni conta ancora di gestire la partita-fusione tra Camere di commercio senza arrivare allo scontro, «la forza della Camera di Ferrara è stata sempre l’unanimità, penso che si possa trovare un punto di caduta condiviso anche in questo passaggio indubbiamente difficile». Ma i rulli di tamburi dei due schieramenti in campo, quello favorevole alla fusione con Ravenna e l’altro che propende per Modena (eventualmente con Reggio) si odono ormai distintamente in largo Castello: ieri Unindustria ha fatto sapere che dirà la sua martedì 6, il giorno dopo la nascita ufficiale di Confindustria Emilia (Ferrara assieme a Bologna e Modena), ed è scontato un pronunciamento deciso verso la Ghirlandina. La richiesta di Giuseppe Vancini (Confartigianato) di riaprire il dialogo con Modena, dopo il pronunciamento “aperto” della giunta modenese che pure potrebbe scegliere di restare da sola perché ha già i numeri previsti dalla riforma, ha però già dato fuoco alle polveri.

La prima risposta del fronte ravennate, che viene dato in netto vantaggio in Consiglio camerale e si attende un’accelerazione verso il voto decisivo, arriva da Giulio Felloni, non in veste di vicepresidente di largo Castello ma di numero uno Ascom. «Premetto che queste novità non sono la soluzione migliore, perché la nostra Camera è piccola ma ha dimostrato essere un’eccellenza. Dovendo però fonderci, la scelta di Ravenna è la migliore per le imprese ferraresi e garantisce al territorio una crescita economica, sociale e culturale. Modena? Non ho visto posizioni ufficiali da parte di quella Camera - è la sottolineatura di Felloni - per seguire il suggerimento di Vancini dovremmo avere un segnale preciso da parte loro. Ravenna si è espressa in maniera esplicita per la fusione con Ferrara, e per sposarsi bisogna essere in due... Le esplorazioni anche nei confronti di Modena, come pure di Bologna, in questi mesi non sono mancate, ora però è necessario stringere e i contatti dell’ultimo momento non portano da nessuna parte. Non bisogna essere impulsivi ma ragionare per il bene delle imprese». Per Felloni, tra l’altro, non esiste in realtà alternativa, «se non riusciremo a varare l’alleanza con Ravenna, la prospettiva è di finire commissariati: e Ferrara di commissariamenti ne ha già avuto abbastanza», con solare riferimento al disastro-Carife.

In attesa di Unindustria, scende in campo anche Legacoop Estense, fusione di Ferrara e Modena, presieduta da Andrea Benini. «Legacoop Estense ha già espresso la propria preferenza per l'alleanza tra Modena e Ferrara dopo un'attenta valutazione delle opportunità per i territori e le imprese. Anche nel caso delle Camere di Commercio - fa presente Benini - è questa l'opzione preferibile e auspichiamo che anche Unioncamere si esprima in tal senso in tempi coerenti con le prescrizioni del decreto appena approvato».

Il riferimento a Unioncamere non è casuale, in quanto, nell’eventualità che in Consiglio camerale di largo Castello non si raggiunga la quota di due terzi degli aventi diritto in favore di una specifica opzione (19 su 28, compreso il quarto consigliere agricolo in fase di sostituzione), sarebbe proprio l’organismo nazionale a scegliere d’imperio, entro maggio. «Ma sarebbe una sconfitta per Ferrara - ribatte Govoni - Modena? Il dialogo con loro non è mai mancato, tant’evvero che la giunta modenese si è espressa, senza però scegliere esplicitamente Ferrara. Mi risulta che molte associazioni modenesi siano orientate in altra direzione». Voto decisivo entro dicembre o al massimo la prima decade di gennaio.

Stefano Ciervo

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