Specchi, nuovo ultimatum del sindaco
Tagliani: se entro il 23 non ci sarà la bonifica denunceremo la proprietà. A quel punto la farà il Comune e chiederà i danni
«Se entro il 23 dicembre non ci sarà la bonifica con la prospettiva concreta di far partire il cantiere, avvieremo una verifica per l'accertamento dello stato dell'edificio e denunceremo la proprietà per non avere attuato l'ordinanza comunale già prorogata. Non ci sarà un nuovo rinvio, il Comune attiverà l'opera di bonifica e chiederemo alla proprietà il risarcimento per il costo sostenuto che graverà su tutta la collettività». L'incontro che si è svolto ieri mattina alle 9 a Palazzo municipale fra il sindaco Tiziano Tagliani e un gruppo di residenti della zona del PalaSpecchi è stato marcato dall'impegno dell'amministrazione di avviare in qualsiasi caso la bonifica, e al più presto (la procedura amministrativa dovrebbe partire tra la vigilia di Natale e i primi di gennaio).
Il colloquio si è protratto per circa un'ora con un botta e risposta a cui hanno partecipato anche gli assessori comunali Roberta Fusari e Aldo Modonesi. I residenti, guidati da Catia Pignatti, hanno evidenziato le questioni ambientali, sociali e sanitarie legate a doppio filo alla presenza in un quadrante della città popoloso e caratterizzato dalla presenza di molte attività, di un edificio che da anni ospita abusivi nonostante l'ultimo intervento di chiusura di una parte degli accessi.
Topi, prostituzione, spaccio, cattivi odori e, non ultima, la svalutazione del patrimonio immobiliare di quel settore urbano, «fino al 35% del valore di mercato delle case proprio per il degrado portato dal PalaSpecchi e non per la crisi», ha precisato Pignatti. Questi gli effetti della presenza dell'edificio che secondo i progetti del Comune dovrebbe essere risanato per accogliere la sede della polizia municipale e appartamenti in social housing. Tutti i presenti hanno chiesto a Tagliani di non concedere altre proroghe e hanno espresso dubbi sul percorso avviato dall'amministrazione.
«Sono stati presi impegni un anno fa - ha detto Pignatti - ma il palazzo è ancora lì e la bonifica non è stata fatta».
«In quest'anno - ha replicato il sindaco - è successo di tutto: l'inchiesta penale su Vittadello, il piano di ristrutturazione del debito del gruppo Parnasi, proprietario dell'immobile attraverso la società Ferrara 2007 (società senza fondi e non amministrata da Parnasi), la causa dell'imprenditore Mascellani che ha bloccato l'iniziativa degli investitori, come Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), intenzionata ad intervenire nel progetto con risorse per circa 40 milioni di euro. Da luglio siamo andati avanti e questa ordinanza di proroga è l'ultima. Il fondo degli investitori (che include Cdp, il costruttore Vittadello e la proprietà) ci ha scritto pochi giorni fa che dopo l'acquisizione della documentazione da parte di Ferrara 2007 può iniziare a muoversi. Se entro il 23 dicembre ci sarà un passo concreto bene, altrimenti partiremo con l'azione penale (automatica) nei confronti della proprietà e poi chiederemo il rimborso delle somme spese».
Perplessi i residenti sulle reali intenzioni dell'amministrazione. Ma il sindaco ha ribadito: «Sto facendo tutto il possibile per chiudere questa vicenda senza oneri per i cittadini. Ogni atto che abbiamo compiuto è stato deciso per evitare di incorrere nella contestazione di un danno erariale e per dare ogni possibilità alla proprietà e agli investitori di ripulire e sanificare gli ambienti. Ma se questo progetto non andrà in porto non avrò altre carte da giocare. La demolizione non è una strada giuridicamente praticabile perché il Comune non può acquistare l'immobile, la vendita forzosa all'asta (altra ipotesi) non garantirebbe il rimborso della spesa. Se la Lega e i cittadini hanno alternative a questo scenario le mettano sul tavolo, io non ne ho».
Pignatti ha ribattuto che «non è colpa dei residenti se in quasi 30 anni non si è trovata una soluzione, ma non siamo noi l'ostacolo». Tagliani le ha risposto che «io amministro il Comune da 7 anni, non da 30».
Poi ha chiesto ai residenti la disponibilità a partecipare ad un "comitato di sorveglianza" dei lavori se il cantiere partirà e ha invitato Pignatti a presenziare a un incontro con la società che eventualmente si occuperà della bonifica per conto del Comune, tra alcuni giorni.
Proposte accettate, in attesa di sapere se entro il 23 si getteranno le premesse per l'apertura del cantiere o se si si aprirà un contenzioso legale nel quale il Comune avrà un ruolo centrale, come motore dell'iniziativa e come anticipatore dei costi per la bonifica non eseguita. In questo caso dovranno essere avviati contatti con l'autorità sanitaria e con il gestore del servizio di rimozione dei rifiuti, cioè Hera.
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