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Ferrara, controlli incrociati contro i “furbetti” degli impianti termici

Stefano Ciervo

Catasto informatico sulle caldaie per colpire chi non fa la verifica fumi. Ma sono ancora gli utenti a pagare le ispezioni a campione

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FERRARA. Per i “furbetti” delle caldaie sono in arrivo tempi duri. In omaggio alla direttive europee sulla qualità dell’aria, che coinvolgono sempre più direttamente gli impianti termici domestici, scatta infatti l’obbligo del libretto telematico per la caldaia e i maxi-condizionatori, adempimento che equivale ad una “condanna” per chi è abituato a non effettuare le manutenzioni e i controlli previsti dalla legge. Diventerà infatti praticamente impossibile non essere scoperti e incorrere così in sanzioni pesanti, che vanno da 500 a 3mila euro, anche se poi i ferraresi continueranno a pagare di tasca loro i controlli a campione, pari ad almeno il 5% del totale: si tratta di un obolo di 5 euro a certificato, che nel bilancio del Comune significa una cifra di 110mila euro l’anno.

Le novità sono previste nel biennio termico 2017-2019 ed i primi mesi dell’anno prossimo sono una sorta d’interregno, in quanto il regolamento regionale previsto dalla delibera della giunta emiliana dell’ottobre 2014 sarà applicabile, secondo le previsioni, non prima dell’1 aprile 2017. Per rimediare al pasticcio la gestione della partita-caldaie resterà per ora nella mani del Comune di Ferrara e della Provincia, per quanto riguarda tutti gli altri comuni del territorio: Palazzo Municipale ha provveduto a rinnovare le procedure, compreso l’obbligo del bollo da 5 euro a controllo, in attesa appunto che sia la Regione a subentrare.

L’adempimento introdotto dalla normativa sembra un puro tecnicismo, ma in realtà serve a tendere una trappola agli inadempienti: «Si costituisce il Criter, il catasto informatizzato degli impianti termici dell’Emilia Romagna - spiega Attilio Capozza, responsabile Cna Installazioni e impianti - dove dovranno essere caricati i dati degli attuali libretti cartacei e le indicazioni delle prossime manutenzioni, che restano obbligatorie ogni due anni per le caldaie e gli impianti di refrigerazione di grandi dimensioni, superiori a 12 kw. Il sistema provvederà poi a confrontarli con i dati catastali e quelli dei fornitori di energia elettrica e gas, in modo da individuare subito eventuali difformità». In altre parole, chi risulta non aver effettuato le manutenzioni previste, ma risulta avere case di determinate dimensioni e consumi, incapperà inevitabilmente nei controlli.

L’operazione Calore pulito prenderà il via con il nuovo biennio termico, le dichiarazioni sulle caratteristiche termiche e stato di manutenzione dovranno essere consegnate dai manutentori al Servizio ambiente del Comune (con il futuro regolamento presumibilmente ai servizi tecnici della Regione) entro il 30 aprile 2019, con i risultati dell’ultima analisi dei fumi.

In ogni caso i nuovi controlli vanno effettuati a due anni dalla scadenza della precedente manutenzione. Poiché la Regione è appunto andata “lunga” sul Regolamento, il Comune non ha potuto lanciare la gara per i contrassegni del biennio 2017-19, per cui, in via provvisoria, si potranno utilizzare i bollini del biennio appena terminato, con scadenza 31/12/2016, fino all’arrivo della nuova fornitura.

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