«Lo abbiamo afferrato per un braccio»
PORTO GARIBALDI. «Eravamo in discoteca, al Barracuda, quando verso l’una e mezza - racconta Gianni Ferroni, 22enne comacchiese - ci hanno telefonato amici, che passando qui vicino, lungo la strada...
PORTO GARIBALDI. «Eravamo in discoteca, al Barracuda, quando verso l’una e mezza - racconta Gianni Ferroni, 22enne comacchiese - ci hanno telefonato amici, che passando qui vicino, lungo la strada del portocanale, hanno visto fuoco e fumo nero uscire dal viottolo in cui vive la famiglia della mia fidanzata. Ci siamo precipitati a casa e ci siamo resi conto della gravità della situazione. Il fuoco ed il fumo stavano già arrivando a lambire l’abitazione. Abbiamo suonato più volte il campanello - prosegue il giovane -, ma forse era scattato il contatore e non funzionava. Abbiamo scavalcato il cancello e con calci e pugni alla porta e urla, siamo riusciti a svegliare Luciano». «Il mio amico Nicholas Viali, è riuscito appena in tempo a prenderlo per il giubbotto e a trascinarlo fuori dal garage in fiamme, dove era corso per cercare di estrarre le bombole». La fidanzata di Gianni, Giorgia Mangherini, ha poi allertato la famiglia e tutto il vicinato è sceso in strada a seguire le operazioni di soccorso. (k.r.)
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