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Tornano dalla disco e li salvano dal fuoco

Tornano dalla disco e li salvano dal fuoco

Fiamme in un garage a Porto Garibaldi, in cui c’erano bombole di gpl, sotto un appartamento. I proprietari svegliati dalle urla di alcuni ragazzi

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PORTO GARIBALDI. Hanno lavorato per più di tre ore, nel cuore della notte, i vigili del fuoco per domare un incendio scoppiato verso l’1 di domenica, in un garage di Porto Garibaldi. In via Ciceruacchio, strada a fondo chiuso raggiungibile da via Giacomo Matteotti, che si affaccia sul portocanale, l’altra notte è stata sfiorata la tragedia, dopo che una scintilla, probabilmente dipesa da un corto circuito, ha innescato un incendio all’interno di un garage, nel quale erano stati riposti attrezzi e legna, ma anche un paio di bombole da cucina e un estintore.

Luciano Gelli e la moglie Sabina sono stati risvegliati dalle grida di alcuni ragazzi che rientravano dalla serata trascorsa in discoteca, dopo che sono risultati vani tutti i tentativi di suonare al campanello dell’abitazione, confinante con il garage interessato dall’incendio. Il gruppo di giovanissimi, per richiamare l’attenzione dei due inquilini, ha scavalcato la recinzione e con urla, calci e pugni alla porta d'ingresso, è finalmente riuscito ad allertare i due coniugi, che dormivano al piano superiore. Mentre la donna è scesa di corsa fuori casa con il cane, il marito Luciano si è precipitato nel garage, probabilmente per recuperare le bombole ed è stato afferrato ad una spalla da uno dei giovani, pochi istanti prima che si udisse uno scoppio.

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Gelli ha respirato i fumi di combustione ed è stato trasportato di lì a poco in ambulanza al centro iperbarico di Ravenna, dove è stato sottoposto alla prima seduta di ossigenoterapia. Sul posto, oltre all’ambulanza, sono tempestivamente intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Comacchio con un auto-pompa-serbatoio e quelli di Codigoro con un altro APS munito di autobotte.

La chiamata di soccorso attivata dai ragazzi-eroi, che di fatto hanno salvato la vita ai due coniugi e scongiurato che l'incendio potesse propagarsi ulteriormente, ha fatto sì che in pochi minuti arrivasse anche una pattuglia dei Carabinieri. «Io abito con mia moglie all'ultimo piano - racconta Marcello Ricci Bitti, vicino di casa dei coniugi Gelli - e quando siamo rientrati da una cena condivisa con amici, abbiamo visto il fumo nero, i carabinieri ed i vigili del fuoco, che stavano cercando di domare il fuoco. E' stata una scena terribile. Luciano e Sabina, se non fosse stato per questi ragazzi coraggiosi, avrebbero rischiato di morire soffocati nel sonno». Mentre Luciano Gelli, in via precauzionale, dopo il trattamento alla camera iperbarica di Ravenna, è stato ricoverato all'ospedale del Delta, la moglie fortunatamente non ha riportato conseguenze ed ora è ospite di parenti.

Katia Romagnoli

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